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NON RESISTO LONTANO DA TE

TARANTO – UNICUSANO FONDI 2-0 E’ sempre emozionante mettere piede allo Iacovone. Gustarne l’attesa, assaporarne il profumo, soprattutto dopo un’estate travagliata i cui strascichi si sono visti nei vuoti dei gradoni dello Iacovone. E’ il richiamo del cuore, che va sempre oltre quello della ragione. Altrimenti non saremmo tifosi del Taranto e non saremmo a palpitare per l’esordio alla quarta stagione consecutiva di serie D. Cazzarò conferma tra i pali Pizzaleo (tra i migliori in campo); dietro Lecce, Pambianchi e D’Angelo, al centro Chivazzo, Guardiglio, Russo e Marsili, sulla fascia Verdone, davanti Genchi e Improta.

GLI SPALTI – Il picco finale della campagna abbonamenti (lo speaker annuncerà che la giornata Pro-Taranto avrà il prezzo simbolico di 1€ per gli abbonati) e la prevendita nelle ultime ore fa sempre la parte del leone. Poi la giornata, calda, a tratti torrida, tipicamente estiva. Lo Iacovone ha quasi tremila anime a sostenere il Magico. Taranto – Fondi è una gara leggermente diversa dalle altre: è vero, siamo stati corsari a Manfredonia ma la formazione laziale è tra le più accreditate (Iadaresta, Catinali, Rinaldi non sono nomi proprio da buttare via). Ma chi ha da perdere in questi frangenti è sempre la squadra di casa che ha bisogno come il pane di serenità e di lavorare.

LA NORD – L’anello inferiore è sempre il più popolato. Presenta solo lo striscione “SOLO PER LA MAGLIA”: niente striscione dei gruppi, nessuna bandiera. Dieci minuti di silenzio perchè “la maglia sudata sarà sempre onorata”. L’ingresso in campo è surreale: le voci sono confuse mentre gli insulti a Iadaresta si sprecano. Manca il motore dello Iacovone. Si susssulta per un tiro da fuori di Chiavazzo ma è troppo poco. Dopo una decina di minuti appare lo striscione “sembra impossibile, ma non resisto lontano da te” con relativo coro. Si rompe il ghiaccio, lo Iacovone torna ad essere la bolgia di sempre. “Noi saremo sempre qua, non ti lasceremo mai, Taranto alè”. “Per la maglia”… i picchi sonori sono quelli di sempre, anche senza i tamburi.

Durante il match, forte, il richiamo alla torrida estate. Si parte con “Tavecchio mangia merda” ripetuto ad libitum e poi, puntuale, il richiamo sulla mancata trasferta di Manfredonia (Compromessi o gara campione; quando non ci vedrete sapete il perchè… trasferte libere).

GRADINATA – nel settore apparirà lo striscione “refugees welcome” vista nella marcia delle donne e degli uomini scalzi che ha visto anche la nostra città aderire alla campagna “Welcome Taranto”. I Supporters, invece, esprimono il proprio pensiero sulle recenti vicissitudini di trasferte mancate attraverso gli striscioni “Gara campione, + serietà – finzione”. Gradinata più silente del solito.

SETTORE OSPITI – desolatamente vuoto. La curva “Antonio Iacuele” non è presente a Taranto. I motivi sono ben spiegati nella nostra home page dagli Old Fans Fondi. Onore e rispetto per chi vive dei propri colori e valori. Sempre. Una deriva, quella vissuta dai tifosi laziali, che la Fondazione Taras ha affrontato per tempo, già in fase di stesura dello statuto del Taranto 1927 F.C.

IL MATCH – è una partita con attaccanti di livello. Genchi (capitano) si spinge più volte a minacciare il portiere ospite, mentre Improta appare sottotono. Buon match di Russo mentre Verdone non becca un cross. Sull’altra sponda Iadaresta ci prova due volte: la prima fa il miracolo Pambianchi su cappellata del centrocampo rossoblu che lancia due attaccanti ospiti soli davanti a Pizzaleo. Nella seconda, su azione di netto offside, è il portierino rossoblu che si lancia a kamikaze sui piedi di Iadaresta strappandogli il pallone dai piedi. Ma è sempre il Taranto più spigliato; su tiro di Pambianchi, Improta e Genchi mancano il colpo letale a due passi dalla porta. Prima frazione di gioco brillante, con la sensazione che il gol arrivi da un momento all’altro.  

SECONDO TEMPO – Il sole picchia e la partita resta combattuta, con diverse pause e picchi di assoluto godimento. Dieci minuti di equilibrio e il Magico passa: Verdone lancia sull’out sinistro Improta che – da marpione consumato – approfitta dell’insicurezza della retroguardia laziale e beffa Calandra. Taranto in vantaggio. Primo gol stagionale per l’attaccante napoletano che prende fiducia nei suoi mezzi e impensierisce la retroguardia universitaria. Il vantaggio esalta il Taranto e affloscia gli ospiti. D’Angelo (uno dei migliori in campo) ci prova ma il suo tiro viene neutralizzato da Calandra. Al 70° primo cambio; fuori Russo, dentro Alvino. L’esordio del calciatore di Maddaloni è tra i più produttivi della storia rossoblu: dopo due minuti si presenta ai suoi nuovi tifosi con un dribbling ubriacante e tiro da fuori di poco alto; passano altri due minuti e con un tiro da fuori strazza la rete e porta al raddoppio il Magico. Che esordio! Un calciatore su cui fare davvero affidamento. Poi, solo Taranto. Di nuovo Genchi, di nuovo Improta. L’ Unicusano prova a cambiare assetto con le sostituzioni (si vedrà solo Rinaldi, senza tanta convinzione) ma è sempre il Taranto a tenere il pallino del gioco e a portare a casa, meritatamente, i tre punti.

OTTIMO AVVIO – La prima allo Iacovone si chiude con una vittoria “all’ inglese”: tra soli tre giorni, da capolista, in trasferta nella tosta Bisceglie. La squadra necessita ancora di qualche puntello di qualità ma l’approccio alla gara – vista la forza degli avversari – è stato assolutamente positivo. Ovviamente siamo in fase di start up e i valori usciranno alla distanza. Ma chi ha vissuto la partita dai gradoni dello Iacovone si è divertito ed è tornato a casa con la consapevolezza che ci sarà da divertirsi ancora.

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