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Plei-of | Statistiche, curiosità e scaramanzie (p. 1)

di Antonio Palese

A caccia della B e di…Avellino e Genoa

Il Taranto vince 1-0 sulla Reggiana e accede matematicamente agli spareggi-promozione. Il Carpi, battendo il Foligno, resta agganciato ai rossoblu. Il Sorrento supera la Pro Vercelli e butta fuori dalle prime cinque il Benevento, sconfitto a Viareggio.  Sono questi i responsi della penultima giornata della regular season.

La posizione definitiva del quartetto di squadre che si affronteranno negli spareggi non è ancora definita, ma in attesa delle gare del 6 maggio, consolidiamo il primato per punti conquistati sul campo (+3 sulla Ternana fermata in casa dal Foggia) e certamente saremo primi o secondi nella griglia play-off.

Inauguriamo così la rubrica di curiosità e statistiche che ci accompagnerà scaramanticamente ai prossimi plei-of, ridenominati così per sfatare il tabù e la maledizione che perseguitano il Taranto in questa “lotteria” della terza serie. Ci entriamo da penalizzati, con un fardello di ben 7 (!) punti comminati dal giudice sportivo per le note vicende. Inciderà questo handicap sull’esito finale? Speriamo di no.

Ci sono state squadre che in passato, nonostante la penalizzazione, sono riuscite ad entrare ai play-off, e poi anche a vincerli? Ebbene si, ci sono due casi: si tratta dell’Avellino (due volte) e del Genoa.

Partiamo dal Genoa.

Il campionato in questione era il 2005-2006, nel quale il Genoa partiva con una penalizzazione di 6 punti, poi ridotta a 3, inflitti a seguito dell’illecito commesso con il Venezia l’anno prima (3 punti), che costò ai rossoblu la promozione in Serie A. Il parallelo con il Taranto di quest’anno è interessante. Stessi colori sociali, rossoblù, più o meno la stessa entità di  penalizzazione anche se per motivi diversi, tira e molla con i punti di penalità comminati nel corso della stagione sportiva per il Genoa, punti di penalità centellinati perfidamente nel caso del Taranto, e lamentazioni di entrambe le società riguardo le decisioni dei punti tolti che hanno sicuramente condizionato i campionati di entrambe le squadre. Per il Genoa, però, la penalizzazione non avrebbe inciso sulla posizione finale di classifica, visto che, annullando la penalizzazione, sarebbe arrivato al massimo a -3 dalla capolista Spezia che vinse il campionato.  Classificatasi seconda al termine della stagione regolare, eliminò in semifinale la Salernitana, quinta classificata, in virtù del miglior piazzamento nella stagione regolare, perdendo l’andata all’Arechi per 2-1 e vincendo il ritorno al Ferraris con lo stesso punteggio. In finale regolò il Monza, che aveva eliminato il Pavia nell’altra semifinale (1-1 a Pavia e 2-0 al Brianteo), vincendo l’andata in casa dei brianzoli per 2-0 e perdendo per 0-1 il ritorno a Genova, ma festeggiando la promozione. Da rimarcare il fatto che, nella stagione regolare, il Genoa era in vantaggio negli scontri diretti sia con la Salernitana (2-2 Genova e 0-0 fuori casa,  con la differenza reti +15 contro i +12 dei campani) sia con il Monza (3-0 a Genova ; 0-0 in Brianza).

I play-off vincenti dell’Avellino nel 1994-95.

Anche gli irpini subirono una penalizzazione (2 punti) durante il campionato, retaggio di un illecito sportivo commesso nella partita Avellino-Messina del 3 Maggio 1992 terminata 2–1 per gli irpini. Come si può notare anche loro con gli illeciti sportivi c’hanno avuto a che fare, e furono puniti – che combinazione! – con lo stesso handicap del Benevento 2011-12. La penalizzazione non influì sulla classifica finale dei biancoverdi, visto che chiusero a quota 60 (62 senza la penalizzazione) a dieci punti dalla prima classificata, la Reggina, a quota 70. Nei play-offl’Avellino eliminò in semifinale il Siracusa, perdendo l’andata in Sicilia per 2 a 1 e riscattandosi per 1 a 0 il ritorno al Partenio. In finale incontrò il Gualdo Tadino (terzo) a sua volta vincente in semifinale contro il Trapani. La finale, in partita unica, fu decisa solo ai calci di rigore (5-4) dopo che i tempi regolamentari ed i supplementari si chiusero 1-1. Anche in questo caso, l’Avellino aveva chiuso in vantaggio negli scontri diretti con le avversarie dei play-off il campionato. Con il Siracusa i risultati furono 1-1 al Partenio e 3-1 per gli irpini al “Nicola De Simone”. Con il Gualdo Tadino, invece, 1-1 al Partenio e vittoria per 3-2 al “Carlo Angelo Luzi” della squadra umbra.

Ancora l’Avellino nel 2006-2007.

La squadra fu penalizzata di due punti per inadempienze contrattuali ed economiche nei confronti della Lega e dei propri calciatori, ma anche in questo caso la penalizzazione, alla fine, non fu così determinante. Infatti, la società biancoverde senza i due punti di penalità avrebbe agguantato il Ravenna capolista, ma in virtù degli scontri diretti favorevoli ai ravennati, sarebbe rimasta comunque seconda. Conosciamo purtroppo sulla nostra pelle cosa accadde in quei play-off, dove fummo eliminati in semifinale proprio dall’Avellino, sconfitto allo Iacovone per 1-0 (goal di Zito), ma vittorioso nel ritorno al Partenio con un gol fortunoso di Moretti su punizione nei minuti finali. La doppia finale col Foggia vide l’Avellino perdere ancora all’andata fuori casa per 1-0, vincendo il ritorno per 3-0 ai supplementari, ancora con un goal negli ultimi minuti della partita e grazie a due generosi rigori nei tempi supplementari. Anche in quest’occasione, l’Avellino chiuse il campionato in vantaggio negli scontri diretti con le avversarie dei play-off. Con il Taranto 2 vittorie per loro, 2-1 al Partenio e 2 -1 allo Iacovone, mentre con il Foggia vinsero allo Zaccheria per 2-1 e pareggiarono al Partenio per 1-1.

Le altre squadre entrate nei play off con il fardello della penalizzazione  hanno avuto un destino ben diverso.

La Salernitana l’anno scorso nel girone A, entrò nei play-off con 5 punti di penalità per inadempienze finanziarie – situazione sovrapponibile alla nostra di quest’anno – ma dopo aver passato la semifinale contro l’Alessandria (1-1 a Salerno e vittoria per 3-1 in Piemonte), perse la finale contro il Verona (sconfitta  2-0 nella città scaligera e vittoria in casa solo per 1-0). Negli scontri diretti in campionato, i campani erano in svantaggio sia con l’Alessandria (1-3 al Moccagatta e 1-1 all’Arechi) che con il Verona (2-1 all’Arechi e 1-2 al Bentegodi ma con differenza reti favorevoli ai veneti).

Il Ravenna, penalizzato di 1 punto nel 1994-95, fu eliminato in semifinale dalla Pistoiese (0-0 incasa e 0-1 inToscana). Negli scontri diretti in campionato, i ravennati erano in svantaggio con i toscani (parità di punti e gol negli scontri diretti, stessa differenza reti, ma un gol in più per la Pistoiese).

Il Livorno, penalizzato di 4 punti nella stagione 1997-98 per un illecito sportivo, riuscì ad arrivare in finale, dopo aver eliminato l’Alzano Virescit (0-0 a Bergamo e 3–2 a Livorno), ma si dovette arrendere alla Cremonese, vittoriosa per 1–0 dopo i tempi supplementari nella sfida unica di Perugia. All’epoca l’atto finale si giocava in campo neutro. Negli scontri diretti in campionato, i labronici erano in vantaggio con i bergamaschi (3-1 al Picchi e 0-0 a Bergamo) e anche i cremonesi (vittorie per 2-1 incasa e per 2-1 allo Zini), ma persero la finale secca. E costituiscono l’eccezione per le squadre penalizzate ai play-off.

La Reggiana, penalizzata di 3 punti nella stagione 2004-05, fu eliminata invece in semifinale dall’Avellino (1-2 in casa e 2-2 al Partenio), che poi batté il Napoli nel doppio confronto (0-0 e 2-1) di finale, confermando la loro tradizione favorevole nei play-off. Anche i reggiani erano in svantaggio negli scontri diretti con i campani: in campionato due pareggi 0- 0 e 1-1 ma differenza reti favorevole agli irpini (+19 contro +17).

Non c’è che dire, da penalizzate ai play-off è meglio incontrare squadre con le quali si era in vantaggio in campionato. Certo c’è l’amara esperienza del  Livorno, che, però, perse la finale secca.

Rispetto alle prossime rivali degli imminenti play-off, la classifica avulsa vede il Taranto in vantaggio con il Carpi (0-2 al Giglio e 1-1 allo Iacovone), con il Sorrento (0-0 all’Italia e 1-0 allo Iacovone) e, per la differenza reti provvisoria, anche con la Pro Vercelli (0-0 al Piola e 0-0 allo Iacovone,  +24 contro +21). La ProVercelli non può comunque agganciarci a 60 punti.

Ora tocca a noi invertire la nostra tendenza negativa nei play-off e stabilire un altro record, il più bello ed importante, visto che con una penalità di 7 punti in Serie B non ci è andato ancora nessuno.

Arrivederci alla prossima puntata.

Nel frattempo tocchiamo ferro e sempre forza Taranto!

 

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Palese_Antonio

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L'angolo della statistica