di Marcello Fumarola
Dopo le due sofferte ma fondamentali vittorie casalinghe, il Taranto viaggia verso la Campania con il preciso ed imprescindibile intento di recuperare gli ultimi tre tasselli disponibili per il 2014, necessari a ricostruire morale, ambizioni e classifica.
Anche in questa circostanza, nonostante le sirene di una possibile smobilitazione in casa Puteolana, l’impresa sarà ardua ed insidiosa; nessuno si aspetti di respirare, in quel di Pozzuoli, area di “strenne natalizie! Dopo la dolorosa sconfitta di Potenza, l’opportunità fornita da un calendario decisamente “casalingo” è stata al momento pienamente sfruttata. Senza impelagarci in calcoli e tabelle, quasi sempre soggette ad immediate smentite dai risultati, è però innegabile che la trasferta di Pozzuoli e le due sfide casalinghe di inizio 2015 contro Manfredonia e Gelbison, rappresentino un momento fondamentale del campionato, la possibilità di conquistarsi un “posto al sole” e di attrezzarsi (attraverso un “mercato” potenzialmente ancora foriero di belle sorprese) delle “creme protettive” necessarie per non incorrere nella ennesima, dolorosissima “scottatura”.
In sintesi, un momento che speriamo possa rivelarsi (nel senso più puro del termine)“catartico”, più fuori che dentro il campo di gioco. Le trattative riservate alle società di Serie D, chiusesi nella serata di ieri, hanno numericamente sguarnito la già non florida rosa di under a disposizione di Favo; segnale evidente che si punti all’acquisizione di qualche bella promessa (classe 95 e 96) dalle squadre professionistiche, nell’ormai prossimo mese di gennaio. Tra gli over, oltre ai già “abili ed arruolati” Vaccàro e D’Avanzo, il direttore sportivo Montervino nello sfogliare la “margherita”, in un’ampia “rosa” di attaccanti…ha scelto Giglio (più che a Taranto sembra di essere a Sanremo). Pertanto si è scelto di “mettere un fiore nel proprio cannone offensivo”, scelta che auspicheremmo possa essere condivisa anche da altri “soggetti” che orbitano intorno al calcio tarantino, irriducibili ma spesso anche “incomprensibili” nel loro tentativo di innaffiare di fango il giardino rossoblù, nella ricerca quasi ossessiva di un “Campitiello-gate”. A ciascuno di loro l’augurio di trovare invece un “Col…gate”, così che… “ti spunti un fiore in bocca!…O magari nel pennino!”
Tornando al discorso “under”, 15 partite di campionato possono essere sufficienti per un giudizio globale sulle scelte effettuate in estate (o meglio…decisamente a fine estate) dallo stesso Montervino. Mirarco, al di là di qualche errore di gioventù, si è confermato talentuoso e, come già detto, spesso “mirarcoloso” nei suoi interventi. Porcino, in questo scorcio di torneo, ha già proposto più cross al centro di quelli fatti dagli esterni “bassi” della Nazionale italiana nella loro intera carriera. Colantoni (dal quale personalmente mi aspettavo più incisività e personalità) si sta comunque esprimendo su livelli di assoluta sufficienza. Gabrielloni ha conquistato a suon di gol sul filo di lana (il famoso fil rouge), il ruolo di spalla ideale al fianco di bomber Genchi. Meno positive le risposte dei più giovani (i classe 96) tra i quali Russo e Tarallo appaiono utilizzabili solo “random”, in quanto più discontinui di una funzione matematica. I nostri virgulti locali (Cimino, Fonzino e Carbone) sono stati invece ceduti in prestito in modo da poter giocare con continuità e soprattutto in ambienti più tranquilli e meno esigenti di quello tarantino dove “Nemo Propheta in patria” diventa quasi riduttivo se pensiamo ai fischi ricevuti dai vari indigeni D’Ignazio o D’Agostino (per i più datati come me) allo Iacovone. E’ proprio in questa “fascia d’età” che lo staff tecnico e la società dovrebbero, a mio avviso, scovare qualche elemento (magari a centrocampo) che possa rappresentare un vero e proprio “crack”; uno di quei giocatori che spostano gli equilibri in un campionato come quello di Serie D, fortemente condizionato dal rendimento degli under.
Nell’attesa della sua venuta, quindi…volendo anticipare gli auguri natalizi, potremmo ricorrere a frasi fatte del tipo “remiamo tutti dalla stessa parte” (cit Abbagnale/Di Capua), oppure quel “Uniti si vince” a me tanto caro; ma lo ritengo al momento, esercizio inutile e superfluo, quasi come voler lavare la testa ai ciucci. Il Natale si avvicina e la città langue, incapace di sfruttare le proprie potenzialità (non solo calcistiche in questo caso), sorda al richiamo della gente che “spartanamente” lotta per ripulirla dalle brutture del passato e restituirla al suo antico splendore. Da anni, “palle” (intese come mancate verità) e pacchi (intesi come sgradite sorprese) non mancano sotto l’albero di Natale rossoblù. A chi ancora si spende nel tentativo di distruggere, forse perché incapace di costruire, vorremmo chiedere, in una rivisitazione vernacolare di Leonida: -“Uè Tarantì…ma ce fatije face tu?… Che riportato sul terreno (di gioco) a noi più congeniale diventerebbe un più folkloristico: – “Ma cu ce vè…Cù à Sampdorie?!? A tutti noi ed al nostro amato Taranto, invece, l’augurio “di una buona fine ed un ottimo inizio”… …E non è una questione di punti di vista, ma è sempre…Una questione da 3 punti!!!
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