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COSI’ E’ (SE VI PARE) | SEMPRE PER I 3 PUNTI

di Marcello Fumarola

Leggo insieme a voi di questa opera teatrale di Luigi Pirandello incentrata su un tema molto caro all’autore: “L’inconoscibilità del reale, di cui ognuno può dare una propria interpretazione che può non coincidere con quella degli altri. Si genera così un’impossibilità a conoscere la verità assoluta”. Ringraziando wikypedia per la solita preziosa collaborazione, la premessa letteraria mi pareva decisamente idonea a sintetizzare l’attuale situazione calcistica rossoblù, soprattutto dopo la “conferenza presidenziale” di sabato scorso. Qual è la realtà, quindi? Ma soprattutto chi custodisce la verità assoluta delle cose?

Forse ce l’ha Campitiello, che, nonostante sia sempre più isolato nella sua opera di ricostruzione da una città sorprendentemente “classista e schizzinosa”, al momento pare continuare a preferire Claudio Baglioni (STRADA FACENDO…VEDRAI CHE NON SEI PIU’ DA SOLO) a tale Marinella (MA LASCIA STARE, MA CHI TE LO FA FARE ?!?). Ce l’avranno i tifosi più appassionati, sicuramente logori per l’attesa di riscatto che (ormai da vent’anni) tarda ad arrivare e che non consente di sostituire i numeri del bilancio a quelli della classifica; tifosi che non perdono occasione per dimostrare la loro passione (“Potenza di un amore”) ma anche il loro “strisciante” malessere. O forse avrà ragione certa stampa (?) per la quale Cimino non è soltanto un giocatore rossoblù del ’96 bensì un “progetto occulto” e che pertanto “demonizza il forestiero” venuto ad arricchirsi a nostre spese; strano però che lo scorso anno, tutte quelle insistenti voci relative ad interessi economici, ma soprattutto politici, da parte degli “allora vertici societari rossoblù” non abbiano mai trovato spazio e tempi di discussione da parte degli organi di informazione. O magari scopriremo che, alla fine, la verità era quella proclamata da una parte di tifoseria; quella che, attraverso “spazi autogestiti”, sempre meno animata dal Tifo e sempre più sensibile a qualche Amicizia (che continua a covare sotto… “Il Braciere”) lancia gridi di allarme e pesanti critiche all’attuale staff dirigenziale.

Stessa tifoseria che, però, diede poco ascolto al grido d’allarme che, proprio di questi tempi, lanciò la Fondazione e che, a fine stagione, si rivelò quasi 600.000 volt€ giustificato.

Stessa tifoseria che proprio non vuol concedere tempo e credito all’attuale Società (forse perché credito non ne riceve più?) e che condanna, a priori, il progetto Campitiello; quasi come se volesse “metterlo in galera per poi buttare le chiavi” (ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale – cit. Pinocchio). Ragionamenti da “esteta del calcio” che potrebbero portare, a breve, a “rinnegare” i gol realizzati di Genchi in quanto “soggetto barese, ancor meno amato del despota campano”. Eh no, la verità, come sempre, nessuno sa dove si vada a collocare; spesso nel mezzo ma “non vi è certezza”.

Ci vorrebbe, dopo il più famoso “compromesso storico”, una sorta di “compromesso sportivo” tra l’ambiente e l’attuale società, che consenta di portare avanti un progetto di “competitività gestibile” e realistica al fine di evitare altri fallimenti (non solo calcistici) ormai di routine da queste parti. Quanto sta accadendo nella vicina Brindisi dovrebbe far quantomeno riflettere. Ecco perché, spostandoci per un momento “sul campo”, in attesa di conoscere come finirà il caso D’Agostino per l’Andria o la questione Pellecchia per il Bisceglie e in previsione dei prossimi impegni, è giusto stigmatizzare come l’autolesionismo (diffuso nelle ultime settimane) farebbe solo il gioco degli avversari. Nella consapevolezza dei problemi (in campo e fuori) da risolvere, restare uniti durante il percorso che ci porterà alla fine di questo campionato potrebbe rivelarsi l’arma vincente; forse non sarà sufficiente a trionfare, ma probabilmente, senza i debiti provocati da un costosissimo “coiffeur pour poupées”, senza i litigi ed i tradimenti stile “beautiful” di una società con più cupole del Vaticano, potremmo realisticamente sperare di “rimanere impigliati” ed essere “recuperati” dalle reti di un eventuale ripescaggio. E’ una speranza, è un auspicio, non vi è la presunzione di certezza o verità in queste parole ma, rivolgendomi a molti personaggi che millantano (sì, millantano) un amore sconsiderato per questi colori, mi verrebbe da chieder loro, urlando alla Marco Masini…PERCHE’ LO FAI??? Domenica scende a Taranto (forse) un San Severo in grosse difficoltà economiche e, conseguentemente anche di formazione.

Vittoria, imprescindibile, da conseguire stavolta non solo per i 3 punti, che darebbero continuità e migliorerebbero la classifica, ma soprattutto per corroborare e riaccendere l’entusiasmo in tutto (?) l’ambiente. Natale si avvicina. Creiamo un bel Presepe e “facciamocelo piacere”!!! Se dovesse andar male, alla fine, che vuoi che sia !?!…Al massimo…ci facciamo un “selfie”!


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