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Testimoni di una Fede – Champagne e lacrime

Giornalista, conduttore televisivo e responsabile di tuttosporttaranto.com : attraverso i propri ricordi, prima di semplice tifoso e poi di “giornalista ultras”, Matteo Schinaia ci ricorda successi e sconfitte, emozioni passate e recenti: essere tifosi del Taranto, d’altra parte, significa brindare a champagne e lacrime.

Sono un giornalista atipico, me lo riconosco. C’è anche chi mi ha definito “l’ultras della tribuna stampa”. I miei colleghi, in quei “novanta minuti”, riescono sempre ad avere un atteggiamento professionale e quasi distaccato: io proprio non ce la faccio. Sarà per il decennio trascorso in Curva Nord a perdere la voce per sostenere la squadra, sarà perchè con mio padre Francesco ho sempre vissuto le partite del Magico con un’intensità tale da non poter andare dispersa nel corso degli anni. Un’intensità che mi piacerebbe trasmettere, nella sua accezione più positiva, a mio figlio, al quale auguro di versare per il Taranto più champagne nei bicchieri che lacrime nei fazzoletti rispetto al suo papà. Si nasce tifosi, si muore tifosi. Giornalisti si diventa.

La mia vita ruota al Taranto. Sembra retorica, ma non lo è. Ed i ricordi legati ai colori rossoblu sono tutti nitidissimi e vanno dall’emozione della mia prima partita allo Iacovone (Taranto – Padova 0-0, 27 novembre 1988, 12a giornata d’andata di uno sfortunato campionato di serie B) alla voce persa al gol di Oretti nel recupero della sfida di domenica scorsa contro l’Arzanese, passando dalla prima partita da “giornalista accreditato” (Taranto – Cosenza 1-3, 2 agosto 2009, primo turno di Coppa Italia) alla cocente delusione dei playoff persi contro la Pro Vercelli, al termine dei quali scoppiai in un pianto che si confondeva con l’inconsueta pioggia primaverile di quel giorno. 

Un “miracolo” allo Iacovone: il Taranto ribalta negli ultimi minuti la partita contro l’Arzanese

Probabilmente, ho più memoria di questi miei 26 anni di Taranto piuttosto che di quello che ho mangiato ieri a pranzo.

Ma se c’è una partita che amo ricordare, quella è sicuramente Taranto – Rende 1-0, finale playoff di Serie C2, stagione 2005/2006. Quel gollonzo di De Liguori ad una manciata di secondi dalla fine del match mi ha regalato forse la gioia più bella da quando seguo questo sport. Amerò per sempre quell’11 giugno 2006 non tanto per la riconquista della C1, quanto per le emozioni nel calcare, a partita conclusa, quel meraviglioso manto erboso ammorbidito dalla pioggia. Ricordo che mi tuffai nella rete avversaria quasi emulando la traiettoria beffarda che ci consentì di raggiungere quel meraviglioso traguardo. Tutto questo insieme a migliaia di tifosi in festa. Penso che il tifoso tarantino che festeggia sia la creatura più bella del mondo. Provate a smentirmi.

InvasioneAgostoInvasione di campo a seguito della promozione in C1
dopo la vittoria in finale playoff contro il Rende (11/6/2006)
 

Ed adesso, dopo ormai cinque anni di giornalismo televisivo e web, non mi resta che realizzare il mio sogno più grande: raccontare la vittoria di un campionato del Taranto.  Da giornalista “ultras”, da Matteo Schinaia.