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L’ultima cena? | Sempre per i tre punti

di Marcello Fumarola

“Forza e coraggio calciatori, che di voi tutti parleranno; uomini, donne e giornalisti di questa nobile città”. Questo uno dei versi di un famoso e datato inno rossoblù, messo a dura prova dai fatti (tutt’altro che nobili) verificatisi domenica scorsa nella Tribuna dello Iacovone nel corso, ma soprattutto al termine, di Taranto Arzanese.

La vigilia era invece stata davvero nobilitata dall’incontro tra il presidente Campitiello ed i tfosi; importante occasione di dialogo ed opportuni chiarimenti culminata nella grande festa per il ritorno a Taranto (grazie alla generosità di alcuni tifosi, curva compresa) della Coppa conquistata nel lontano 1954 a seguito della vittoria del campionato di Serie C stagione 1953/54. E’ stata, quella trascorsa, una settimana importante anche in ottica ricapitalizzazione e riconfigurazione societaria. La percentuale in possesso di Campitiello si è attestata al 92%, con la Fondazione al 5% ed una manciata di altri soci con percentuali minime per un totale del 3% (sembrano quasi degli exit poll). Il numero totale dei soci è passato da 31 a…13. Appare quindi evidente che tra questi potrebbe nascondersi…un traditore! L’ultima cena, o meglio, il prossimo Cda e le prossime mosse societarie (tra le quali, chissà, un’ulteriore ricapitalizzazione), potrebbero “limare” ulteriormente questo numero portando Campitiello e la Fondazione quali unici punti di riferimento in seno alla società. Come dire: 11 in campo da sostenere..11 fuori dal campo da “salutare definitivamente”. E’ da auspicare, in ogni caso, che il Presidente non cada, in futuro, nell’errore di “moltiplicare ingaggi ed accrediti” e, soprattutto, nella debolezza di “porgere l’altra guancia” ai “defenestrati e frustrati personaggi locali” che stanno dimostrando di amare i colori…Non quelli rossoblù, bensì quelli dei soldi; perchè, a distanza di duemila anni, stavolta, noi, su quella Croce…sceglieremmo Barabba!

Strana la nostra città; per anni ho sentito riecheggiare il detto che vuole San Cataldo amante dei forestieri e invece ora, girando per le vie e nelle edicole cittadine, rischi di incontrare “testimonianze umane” (spesso false) risalenti all’epoca Pieroni (piccoli Lucianini crescono…) oppure alla gestione Blasi/Galigani (trattasi di “spezie poco pregiate”) che gettano ancora veleno e vivono la propria triste esistenza nascosti ed appollaiati su un angusto trespolo. Spesso mi sorge il dubbio che a Taranto, Spartano non sia né un aggettivo, né il nome di un “popolo”, bensì un nome…composto!!! Da decifrare, infine, anche la reazione al ternine di Taranto Arzanese da parte della Curva nei confronti dei nostri giocatori. E’ bene precisare (a scanso di equivoci) che il settore del tifo più caloroso è, ormai puntualmente, il miglior uomo in campo ed è stato così anche domenica; la partita, inoltre, ha riservato pochissime luci e molte ombre, è innegabile; ma la reazione e la capacità di ribaltare (in ogni modo) il risultato, meritavano probabilmente qualche applauso in più…Sarà per la prossima volta. Abbiamo trascurato l’aspetto tecnico ed allora eccoci pronti a sottolineare la prova di un Gabrielloni magari impreciso sotto porta (lo stesso interessato ha fatto mea culpa), ma sempre nel vivo dell’azione, sempre a combattere su ogni pallone, tanto da cogliere il gol proprio nelle fasi finali: ovvero “Rosso di sera, pareggio si spera”. E si spera anche che il mister non guardi in faccia pedigree e carriere varie, ma metta in campo, nella delicatissima trasferta di Andria, proprio quelli che. vuole la Curva, ovvero: GENTE CHE LOTTA! Trasferta di Andria tristemente vietata ai tifosi rossoblù dopo che tale mortificante provvedimento non aveva riguardato, nelle scorse giornate, Monopolitani, Brindisini e Gallipolini ai quali è stato concesso di sostenere i propri colori allo Stadio Degli Ulivi. Vi chiedete dove sia la coerenza in tutto ciò?…Non potete…E’ VIETATO anche quello!!! Si va verso Andria, quindi, contro una squadra che ha costruito il proprio vantaggio in calssifica “in zona Cesarini”; occhi aperti sino al novantesimo ed oltre, quindi! L’obiettivo è sempre quello, inevitabilmente e potete giurarci che tra i due mister, FAVO e FAVARIN, sarà un duello all’ultimo sangue, o meglio…ALL’ULTIMA BUCCIA!!!


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