LA SITUAZIONE
(da calciopress.net)
– In tre ripescate. Per il ripescaggio hanno corso in otto. La procedura ha premiato Aversa Normanna, Martina Franca eTorres. I tre club, infatti, disponevano di un impianto a norma. Questa la ragione per la quale sono state prescelte, senza rispettare la prescritta alternanza tra retrocesse dalla Lega Pro e club provenienti dalla Serie D.
– In cinque escluse. Delle cinque società escluse dal ripescaggio solo due (Correggese e Poggibonsi) hanno fatto ricorso al Consiglio di Garanzia del Coni in funzione di Alta Corte, ma si sono viste respingere l’istanza. Le altre tre (Akragas, Arzanese e Porto Tolle) hanno rinunciato a fare il ricorso, accettando il verdetto del Consiglio federale.
– Nessuna delle cinque escluse ha uno stadio a norma. Adesso i giochi si riaprono. Il fatto è, a dirla tutta, che assolutamente niente è cambiato dal punto di vista procedurale. Nessuno dei cinque club in lotta per la piazza che si libererà in Lega Pro – per la risalita in B di una tra Novara, Juve Stabia e (forse) Lecce e SudTirol – si trova infatti nelle condizioni di rispettare la delibera 171/A del 25/5/14 che impone alle ripescate uno stadio a norma con i criteri infrastrutturali della terza serie unica nazionale.
– Adesso il consiglio federale. L’ultima parola spetterà ovviamente il 18 agosto al primo Consiglio federale indetto dal neo presidente Carlo Tavecchio. Per il numero uno del calcio italiano un’altra brutta gatta da pelare.
Intanto, com’è noto, il neo presidente del Taranto FC 1927, Domenico Campitiello, fa sapere attraverso un comunicato stampa di essere al lavoro per farsi trovare pronto, sia sotto il punto di vista finanziario che procedurale, per un’eventuale riapertura dei termini di presentazione delle domande di ripescaggio.
Dopo aver lavorato tutta l’estate, tra mille ostacoli e resistenze, per consentire l’ingresso di forze fresche all’interno della compagine societaria – condizione essenziale per tentare il salto di categoria tramite il ripescaggio – come tifosi e come parte della società ci auguriamo che la federazione non ceda, proprio in zona Cesarini, alla concessione di deroghe sui criteri infrastrutturali stabiliti precedentemente dalle licenze nazionali e che venga ridata a tutti l’opportunità di presentare la domanda di ripescaggio.

