di Marcello Fumarola
La delusione arriva come brutta sorpresa dopo la Pasqua e prima di un evento (il concerto del primo maggio) molto importante e significativo per una città che tenta con immane difficoltà di “decidere”, di “partecipare” alla scrittura ed al disegno del suo futuro. Il Taranto, invece, durante il suo concerto più importante stecca proprio sul più bello. Colpa dei musicanti, certo. C’è qualcuno che in certi momenti non riesce ad afferrare lo strumento (vero Marani?), qualcun altro che, non conoscendo lo spartito, tenta l’assolo e non riesce ad unirsi al coro e all’armonia del complesso, tanto che il suo acuto è talmente stonato da far “arrossire” anche l’arbitro (vero Sig. Clemente?); ma, nel caso specifico della partita di domenica scorsa, c’è un direttore d’orchestra un po’ distratto che dispone gli strumenti in modo anomalo e nel momento di sostituire il suo tenore (Molinari) decide di inserire un soprano, o meglio un “falso soprano” (sempre il Sig. Clemente) in un momento in cui la banda aveva bisogno di maggior vigore, magari di un percussionista (Muwana o Menicozzo) o di uno capace di battere il ritmo con suono piacevole, uno xilofono tipo Mignogna che in soli 10 minuti ha prodotto più del falso soprano in tutti i concerti di quest’anno.
Vi sembro inc….avolato?…Non posso che confermare e mi infastidisce anche il vittimismo e la teoria del sospetto che scaturiscono da questo inutile pareggio. I tre punti si potevano e dovevano portare a casa, al di là di qualsiasi premio a vincere pervenuto agli avversari. Se proprio vogliamo fare i sospettosi, ponendoci sulla “sponda materana”, come giudichereste il primo gol subito dai nostri avversari ?… Guardiamo invece come, per l’ennesima volta, nella nostra area di rigore si sia giocato alle belle statuine, lasciando Citro prima e Iadaresta successivamente, liberi di colpire (e non solo nella circostanza dei due gol). A proposito del bomber campano, sembra che il Brescia abbia messo gli occhi su di lui per affiancarlo al corpulento numero 7 brasiliano Sodinha… Citro/Sodinha…Sarebbe una coppia davvero effervescente!!!
Se riavvolgiamo il nastro dei nostri racconti settimanali, più volte abbiamo sottolineato che alla fine (anche se la fine non è stata ancora ufficialmente sancita) avrebbe gioito solo una delle contendenti e tutte le altre (chi più chi meno) si sarebbero leccate le ferite di una stagione equilibrata e livellata (a mio avviso verso il basso) in cui i rimpianti sono davvero tanti. E altrettante volte avevamo rimarcato la forza offensiva di questa squadra, inversamente proporzionale alla sua fragilità difensiva. Alla fine la seconda (40 gol subiti non sono uno score accettabile) ha sopraffatto la prima e, nonostante i due gol realizzati, siamo stati capaci di cedere campo e risultato ad un Marcianise che ha semplicemente fatto la sua partita, approfittando di una squadra poco equilibrata e protetta che nel secondo tempo si è letteralmente impantanata sino quasi ad affondare sull’infame e improponibile terreno di gioco casertano.
Ora resta da giocare l’ultima giornata con speranze di riacciuffare la vetta pari quasi allo 0 %. Si sente parlare di turn over ma, sia ben chiaro, i propositi battaglieri vanno confermati anche contro il Real Metapontino e, soprattutto, durante i playoff per far si che il già notevole rimpianto non diventi fardello insopportabile. Giunti quasi al termine di questa stagione, mi sento di ringraziare chi, a tutti i livelli, ci ha messo l’anima e forse qualcosa in più, per questa squadra e questa società. Mi sento di ringraziare chi mi ha concesso questo spazio per condividere con gli altri cuori rossoblù gioie, emozioni e delusioni di una stagione vissuta in altalena. …Sempre con un pizzico di ironia, indispensabile perché, alla fine, si tratta di sport e di un calcio in cui, dalla Serie A all’ultima delle categorie, si verificano situazioni incresciose e si aggirano loschi personaggi; un calcio in cui (anche questo concetto ribadito più volte) la nostra passione che ci porta ad esserci sempre (dal nubifragio di Francavilla ai 10.000 allo Iaco… contro il Francavilla) è forse l’unica cosa genuina rimasta in circolazione (quando la circolazione non è vietata dall’Osservatorio e dalle Prefetture). Non è un fanatico slogan…bensì la realtà dei fatti.
Sperando nei playoff quindi, o in un liberatorio ripescaggio, ma sperando soprattutto nella continuità, nel risveglio a 360 gradi di questa città che, proprio come la squadra di calcio, continua a sfruttare ben poco il proprio enorme potenziale offensivo ed a subire clamorosi “autogol” a causa della sua cronica incapacità di difendersi… Taranto Città Spartana porterebbe il Taranto in palcoscenici ben più prestigiosi di una Lega Pro… …Ha fenjte ‘u cambionate…e angore l’ammà capì !!!???!!!
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