La scommessa vinta dalla Fondazione Taras sul settore giovanile è tutta nell’abbraccio a fine gara tra gli Allievi del Taranto e quelli del Sava al termine dello scontro diretto che è valso ai nostri avversari il passaggio alle finali regionali. E’ nelle 500 persone, molte delle quali si sono mosse da Taranto di primo mattino, che hanno assistito alla partita. E’ nella marcia altrettanto trionfale, e non ancora conclusa, dei Giovanissimi e nei ritrovati successi della Juniores che sabato ha espugnato addirittura il campo della prima in classifica. E’ nell’abbraccio cercato dopo il gol da Hernan Molinari con un ragazzo delle giovanili a bordo campo. Questo perché prima ancora che sul terreno di gioco, è fuori dal campo che questi ragazzi si sono conquistati la stima di tutti, a partire dai colleghi più grandi. E il successo di un progetto sulle giovanili si misura da questo prima ancora che dai risultati sportivi.
Dopo la finale sfortunata di Sava qualcuno ha parlato di sogno infranto. Io dico che il sogno è appena iniziato e, se il buongiorno si vede dal mattino, i frutti saranno ottimi e abbondanti. Non so dire quanti di questi ragazzi diventeranno dei campioni o quantomeno calciatori professionisti di categoria. Sicuramente hanno vissuto una stagione importante e sono cresciuti prima ancora come individui e poi come calciatori. Merito di tutti quelli che si sono occupati di loro con perizia, mestiere e dedizione: dal responsabile Peppe Passariello agli allenatori, ai team manager, ai volontari che hanno organizzato le trasferte e le gare casalinghe e che hanno provveduto alle divise da gioco e al materiale da allenamento e, in ultimo, ai pasticcini a fine gara.
La fortuna di una società di calcio si costruisce partendo dalle fondamenta. E le giovanili non sono altro che questo: le fondamenta che reggono tutto il resto. Peccato per chi a inizio stagione ha storto il naso e non ci ha creduto, per chi ci ha definiti eccessivamente ambiziosi o incoscienti. La scommessa vinta è sotto gli occhi di tutti.
Nel frattempo il Taranto dei grandi ha conquistato la vetta in un pomeriggio surreale in cui il Matera ha preso tre pappine in casa. Un Taranto con i soliti difetti ma, per fortuna, anche con i soliti pregi. Con un Molinari che entra a gara in corso e segna addirittura due gol, giusto per ricordare chi è il capocannoniere. Con un Miale di nuovo titolare che addirittura segna e un Clemente che lascia ben sperare per l’ultimo scorcio della stagione. Il calendario ci sorride poco ma intanto siamo lì, in vetta, seppur in condominio, attenti a tenere ben saldi i piedi per terra in modo da non avere pericolose vertigini.

