di Marcello Fumarola
In questa occasione il primo spunto di discussione ha origini proprio…nel titolo. Si perché nella settimana che ha portato al vittorioso derby contro il Brindisi si sono susseguite le proposte e le contro proposte in merito alla costruzione di nuove strutture sportive nella nostra città. Oltre agli sforzi della “Fondazione” che porta avanti da un lato il progetto di recuperare “aree fruibili” per l’attività sportiva giovanile (che ci sono e sono talvolta tristemente racchiuse “in quattro mura…glioni”) e dall’altro quello suggestivo ma ancor più indispensabile di ristrutturare il campo B dello Iacovone trasformandolo dall’attuale poco dignitoso aspetto generale ad una piccola bomboniera, pare ci siano serie intenzioni e sinergie “imprenditoriali e politiche” (si dice così…vero?) tese a realizzare quella inflazionata “cittadella dello sport” di cui (qualcuno ricorderà), si parlava già ai tempi della gestione Pieroni e, successivamente, anche durante il “regno” (o era una dittatura?) blasiano. Bene hanno fatto, a mio avviso, gli Artisti Uniti per TARANTO a stigmatizzare e sottolineare alcuni aspetti della questione, in modo da chiarire quello che deve essere l’unico ed imprescindibile principio, ovvero: dopo anni di supplizio e schiavitù, deve essere la città a scegliere e non gli altri a decidere per essa. Pertanto, chi dovesse decidere di “investire nel cemento” da queste parti, approfittando magari di alcune situazioni legislative favorevoli che si stanno venendo a creare, dovrà farlo ascoltando ed adeguandosi alla “volontà popolare” e, in seguito, tenendo altresì presente il contesto nel quale ci muoviamo, partecipando (in proporzione all’ “entità del progetto e dell’investimento”) all’attività societaria del Taranto FC, intesa in senso meramente economico!!!
Qui mi fermo, perché potrei trasformare questo spazio in qualcosa di diverso dall’idea con la quale è nato e passo quindi ad analizzare il riscatto dei nostri colori al cospetto dei biancazzurri brindisini al termine di una partita che definirei bella e ben giocata da entrambe le parti ma dove il “riso” è abbondato da parte di quelli “costruiti male” (ogni riferimento “floreale e presidenziale” è puramente voluto) . Una domenica in cui si è avuta la conferma di quanto potrebbe essere importante il pieno recupero di un giocatore come Clemente in previsione delle partite decisive; si è avuta conferma che Vivacqua (poverello) non si trova assolutamente a suo agio in posizione più arretrata rispetto ai campionati giocati in Primavera; si è avuta conferma di un Mignogna che, dall’altro lato, macina chilometri riuscendo ad esser lucido anche in fase propositiva; si è avuta la lietissima conferma di una coppia d’attacco che (contro lo scetticismo iniziale di chi li considerava assolutamente non complementari) produce occasioni e realizza gol con una continuità impressionante; si è avuta conferma, ahinoi, che il “gollonzo” settimanale non si riesce ancora ad evitarlo e forse, a questo punto, dovremo abituarci all’idea di doverne subire sino a fine campionato.
Ecco, in ottica partita spareggio contro il Matera, è proprio questo aspetto a preoccupare maggiormente. Match come quello contro i lucani (che hanno un potenziale offensivo di categoria sicuramente superiore) richiedono concentrazione e cura dei dettagli; basta un calcio piazzato (sigh!), un episodio, un particolare non curato, per spostare la bilancia dell’equilibrio a favore di una o dell’altra e, in questo senso, le nostre “defaillance” di posizionamento e, appunto, di “attenzione” sono state decisamente troppe, lungo il cammino di questo campionato. Ma siamo lì, ancora una volta pronti, come direbbe Raf, al “Grande salto”; siamo a distanza di una sola vittoria, dai festosi Colummella’s boys e con un calendario che, non diciamolo ad alta voce ma appare chiaro, nasconde sicuramente insidie e tranelli (soprattutto nel derby di Grottaglie) ma quantomeno non ci vedrà impegnati in altri scontri diretti.
Se la concentrazione, la continuità di rendimento e soprattutto il giusto approccio dovessero consentirci di fare la voce grossa ed imporre il nostro maggior valore tecnico nelle prossime 5 partite, appare evidente come la spinta e l’entusiasmo sarebbero tali da costringere il Matera a presentarsi a Taranto più che con Cosco con il… “casco” per evitare di cadere rovinosamente e…”lasciare…la testa” sul terreno dello Iacovone. (P.S.:…e che nessuno si sognasse di trasmetterla in diretta tv!!!).
Quanto detto sopra sgorga ovviamente dal cuore di tifoso; la diplomazia, il savoir faire, il bon ton e quant’altro ci impongono invece di pensare alle prossime partite una per volta, per poi accogliere con grande senso di sportività ed ospitalità il quotatissimo avversario… …Magari facendogli trovare una ventina di bottiglie di “Primitivo” nello spogliatoio prima, durante e dopo la partita…così, giusto per festeggiare un po!…Ma alla fine, mi raccomando, il vetro va riposto negli appositi contenitori…Anche noi ci teniamo alla “differenziata”!!! …Obiettivo San Severo quindi, partita in cui si chiuderà il “girone di Papagni”; i numeri parlano per lui: nonostante le difficoltà ha ottenuto più punti di tutti da quando è seduto su quella sempre scomoda panchina. Il mister è uno dei nostri, anche lui è abituato a giocare….SEMPRE PER I 3 PUNTI.

