E pensare che proprio in settimana Sandro De Solda ha rilasciato un’intervista in cui rivendicava, alla luce degli ultimi risultati, il buon lavoro svolto nella campagna acquisti estiva! Poi domenica il Taranto ha ricordato a lui e a tutti noi, e in particolare a chi si era sobbarcato chilometri arrivando in treno dal Nord, i palesi limiti di costruzione della squadra: una difesa gruviera mal supportata da un centrocampo praticamente inesistente in cui l’unico uomo spendibile è Giampaolo Ciarcià che in quel ruolo è soltanto adattato. Se questo è un buon lavoro…
E’ sotto gli occhi di tutti, per esempio, che ben quattro calciatori di nome e quindi, immagino, ben pagati – Carloto, Miale, Menicozzo e Clemente – che in teoria dovrebbero comporre stabilmente l’undici titolare, sono buoni soltanto per la panchina. Sono sotto gli occhi di tutti le prestazioni altalenanti di Muwana, un altro “colpo estivo” che ebbe roboanti titoloni sui giornali, così come tutti ci siamo accorti che Vivacqua, corteggiato e atteso per due lunghi mesi, non è poi questo fenomeno ma un (a malapena) onesto calciatore di categoria. E continuando con gli under, chi ha dimenticato i due fantasmi Marchitelli e Pasqualicchio, evaporati dopo pochi mesi?
Non è esente da critiche – nessuno dovrebbe esserlo di principio – nemmeno il tecnico Papagni. Al di là di schemi, sostituzioni e gestione della gara, su cui ognuno può avere un’opinione diversa, se la squadra scende in campo molle e deconcentrata in due partite cruciali come con il Manfredonia e la Turris vuol dire che il tecnico ha commesso qualche errore di approccio alla gara. E’ curioso come a Papagni si attribuiscano doti di “fine psicologo” dello spogliatoio. Peccato che quando c’è da dare la spallata decisiva al campionato queste doti vengano meno.
Non ho poi mai ben capito perché nelle due sessioni del mercato di riparazione non si sia intervenuti quantomeno in difesa, tenendo conto che anche Prosperi dovrebbe appendere le scarpette al chiodo e fare altro. E soprattutto non ho ben capito come mai lo stesso Papagni si sia prodigato nel definire indispensabili calciatori come Miale e Carloto, evidentemente non all’altezza delle premesse con cui sono arrivati a Taranto, e forse nemmeno degli stipendi. Il Matera, che ora sembra viaggiare col vento in poppa, ha fatto piazza pulita di ‘senatori’ come Giorgino, Girardi, Migliaccio o Lauria, che avevano deluso, prendendo ottimi sostituti. Certo in un mercato asfittico come è stato quello di Serie C immagino che trovare ingaggi generosi per i nostri eroi sia stato pressoché impossibile!
Il risultato di tutto questo è che, salvo clamorose sorprese, il primo posto è andato. Ci restano i playoff, una vera e propria lotteria che non è detto che, anche in caso di vittoria, regalino la promozione in C. Le regole sui ripescaggi vengono decise ogni anno e ogni anno vengono cambiate. Poi possiamo anche ripeterci di guardare il bicchiere mezzo pieno, dire che mancano ancora 11 gare e 33 punti e che siamo a soli quattro punti dalla vetta. Sicuramente aiuta per il morale, ma non ci farà andare in C.
Domenica prossima abbiamo un altro spareggio con il Brindisi. Consiglio ai calciatori di farsi spiegare dai Giovanissimi come ci si prepara a uno scontro diretto interno. Loro domenica mattina hanno battuto 2-0 il Francavilla, diretta concorrente per il primo posto. Sicuramente sapranno dare ottimi suggerimenti. E magari possono provare a chiedere anche agli Allievi, che qualche settimana fa, hanno sconfitto, sempre 2 a 0, il Sava rubandogli la prima posizione. Complimenti ragazzi. Voi sì che siete l’orgoglio di Taranto! E non perché siete primi in classifica. Ma perché siete gente che lotta!

