di Marcello Fumarola
Feste natalizie con un po’ di amaro in bocca, inutile negarlo, perché contro il Metapontino il Taranto completa solo Metà…compitino sciupando la ghiotta occasione di portarsi davvero a ridosso della capolista Marcianise e subendo anche il sorpasso di una Turris che, nonostante le polemiche ed un ambiente piuttosto “movimentato” continua ad essere una seria pretendente alla promozione, probabilmente molto più temibile e credibile del Matera, che è da ritenersi sicuramente la “rappresentativa” più forte del girone ma che difficilmente riuscirà a diventare “squadra” entro la fine del torneo.
I rimpianti e l’amarezza si attenuano però guardandosi indietro e valutando la nostra classifica dopo la partita casalinga contro il San Severo che costò la panchina al “dead man walking” Enzo Maiuri, con conseguente parola fine all’inflazionato “progetto”, fallito (quantomeno dal punto di vista tecnico) per motivazioni forse realmente note solo all’interno dello spogliatoio. Quella domenica sembrava davvero difficile ricostruire i cocci, rimettere al posto le tessere del mosaico, ma soprattutto ritrovare entusiasmo, energie ed idee per tentare di risalire una classifica a dir poco deficitaria. Ecco perché, come più volte sottolineato, i meriti di Papagni (gran psicologo prima che preparatissimo mister) sono stati proprio quelli di aver recuperato gli uomini a sua disposizione in primis dal punto di vista mentale, rendendo molto più facile, anche in un periodo di estrema contingenza culminato nella partita contro il Gladiator, la proposta di un nuovo modulo, di nuovi ruoli per più di qualche giocatore, forse anche di un nuovo modo di interpretare le partite. Tanti segnali, in campo e fuori, hanno evidenziato la credibilità e la fiducia acquisita da mister Aldo da parte di ogni componente della rosa: le positive prestazioni di Menicozzo e Caiazzo impiegati fuori ruolo ma sempre disponibili e propositivi, il virtuale “nuovo acquisto” di Ciarcià quale metronomo del centrocampo e non più sulla fascia, l’utilizzo di Balistreri a Francavilla con tanto di gol ed esultanza proprio…tra le braccia del mister, l’utilizzo di un “rispolverato” Riccio, insomma tutta una serie di situazioni che ci hanno portato a soli 4 punti dalla vetta.
L’aria natalizia ci porta altresì a non tornare su quanto di negativo visto a Policoro dove l’ingresso di Picascia in campo ha sorpreso un pò tutti in considerazione che, già altre volte, Migoni e Vivacqua si erano positivamente avvicendati in quel ruolo; ci porta a non stigmatizzare l’ennesimo gol subito su calcio piazzato; ne abbiamo subiti talmente tanti dall’inizio del campionato che oramai, ad ogni…”palla ferma” sugli spalti, al contrario, le palle…girano a tutti…E vi garantisco che non si tratta di quelle natalizie; ci porta a non pensare ad alcune situazioni societarie che potrebbero (il condizionale è di “preoccupato obbligo”) risolversi da un momento all’altro e alle esternazioni (umanamente più che giustificabili) del nostro Presidente che da un po’ di tempo a questa parte è oggetto di poco piacevoli e senza dubbio censurabili…“attenzioni” che, a quanto pare, ne stanno scalfendo la volontà di costruire e portare avanti ogni discorso ed ogni progetto (anche quello calcistico). Il discorso sarebbe talmente lungo, opinabile ed articolato, da farmi preferire un più diplomatico ed opportunistico “no comment”… a 360 gradi.
Verso il 2014 quindi, con i soliti propositi di cambiamento, di redenzione, di maggior impegno e con l’auspicio di conseguire gli obiettivi prefissati; ma siccome nel calcio come nella vita, spesso a vincere è uno solo mentre gli altri devono leccarsi le ferite e far fronte alle conseguenze (spesso devastanti) della sconfitta, per l’anno nuovo la mia speranza non ha il nome di “promozione”…bensì di…continuità. Continuità nel lento ma costante ed inevitabile risveglio di una città “diversa”, una città che grazie alla silenziosa e preziosa opera di qualche uomo di buona volontà, si va riscoprendo come “quell’angolo di mondo che più di ogni altro mi allieta”; una città che, crescendo “intorno” allo Iacovone, potrà certamente crescere anche “nello” Iacovone; continuità per questa squadra e per questa società, oltre ogni categoria, ogni dirigenza ed ogni giocatore o allenatore; continuità in particolare per il nostro settore giovanile che possa, in un futuro quanto mai prossimo, consentirci di sostenere, in campo, un Taranto più “Tarantino” che mai!!! Non è facile, lo so, laddove invidia, diffidenza e pregiudizio sono ancora decisamente preponderanti rispetto a collaborazione, fiducia e laboriosità ma…
ONORI A CHI CI PROVA…SEMPRE PER I 3 PUNTI…E NON SOLO!!!

