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IL POST IMPOPOLARE

Papagni si è fermato a tre. A Matera ha vinto la squadra più cinica e meno pasticciona, non necessariamente quella più forte. Anche se dal mio punto di vista chi vince ha sempre ragione. Puoi giocare malissimo e infilare l’unico tiro in porta che ti è capitato tra i piedi e sarai stato sempre più bravo di chi magari ha dominato in lungo e in largo per tutti i novanta minuti e non è riuscito a inquadrare la porta neanche per sbaglio.

Se le vittorie sono utili a caricare e tenere unito l’ambiente, le sconfitte devono servire a capire errori e lacune. E’ troppo facile, dopo la gara di domenica, mettere sul banco degli imputati la difesa, anche se il primo gol del Matera meriterebbe la copertina su Mai Dire Gol con tanto di effetti sonori e commenti divertiti fuori campo. In realtà in una squadra difficilmente sbaglia soltanto un reparto.

Il centrocampo tarantino in generale fa poco filtro. Sono l’unico a notare come i calciatori avversari passino dalla loro trequarti alla nostra come un coltello nel burro? E sono io l’unico a notare come i nostri attaccanti svolgano poco o niente il necessario lavoro di copertura fallendo nel compito fondamentale di tenere il più possibile alta la squadra? Non ci sono dubbi su quanto sia prezioso il lavoro di argine di attaccanti e centrocampisti: a Roma perdemmo per una palla persa da Girardi sulla trequarti avversaria e a Vercelli prendemmo il terzo gol su un disimpegno errato di Garufo.

Amara constatazione: se Molinari non segna, purtroppo non serve a molto. Non è una considerazione banale. Perché tenerlo in campo significa spesso doversi rassegnare a giocare 60-70 minuti 10 contro 11. Fortunamente segna molto spesso, ma questo potrebbe non essere sufficiente per un campionato che vuoi vincere. Un capitolo a parte merita Francesco Mignogna: innato talento e altrettanto innata attitudine a innamorarsi del pallone ripetendo, quasi in modo compulsivo, sortite offensive fulminee quanto inutili senza dedicarsi con la stessa generosità al lavoro sporco di copertura.

Anche Papagni non è esente da critiche: ha praticamente “disinnescato” la squadra a un quarto d’ora dalla fine inserendo Balistreri al posto di un difensore con arretramento di Vivacqua, sacrificio questo incomprensibile visto che portava avanti la manovra. Che Balistreri sia spento, non c’è dubbio. Che si potesse togliere uno tra Molinari o (meglio) Mignogna per i quali era chiaro non potessero più dar nulla alla gara non ho dubbi. Non a caso da quel momento il Matera è tornato a pascolare tranquillamente nella nostra metà campo e noi non abbiamo fatto neanche un tiro in porta.

E’ solo un’analisi della gara, non un atto d’accusa nei confronti di nessuno. Il campionato è alla nostra portata e non abbiamo perso nulla. Tra poco, peraltro comincerà a impazzare il calciomercato. L’auspicio è che non si facciano soltanto i correttivi più “facili”, ma si ragioni con respiro più ampio. E soprattutto è importante che non si abbia, d’ora in poi, paura di scelte “impopolari” quando si mandano gli 11 in campo. Un po’ di panchina non può far male a nessuno, a nessun professionista quantomeno.  Forza Taranto!

Gianluca_semeraro

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Gianluca Semeraro alias Kuldelski.