Go to Top

SALVEZZA, ENTUSIASMO E FUTURO.

Quello trascorso ieri all’Erasmo Iacovone è stato un bellissimo pomeriggio, grazie al clima con il primo vero caldo pre-estivo, ma soprattutto grazie al Taranto che regala l’ennesima prova di carattere al suo pubblico superando per 4-2 un dignitoso e ordinato Francavilla in Sinni.

Sugli spalti duemila tifosi che desiderano tributare il giusto applauso a mister Pettinicchio e a tutta la sua truppa, capace di far vivere a tutti noi un girone di ritorno da ricordare, che cancella sia i difettoso inizio di stagione sia soprattutto il disastroso girone di andata di un campionato, quello di D, che mostra tutte le sue difficoltà, in particolare per chi come noi è costretto a giocare nel girone H dello stesso, uno dei più difficili dei 9 previsti dall’ordinamento sportivo.

In campo è il solito spettacolo di giocate e di tecnica, gentilmente offerti da chi oggi rappresenta l’asse portante della squadra, la spina dorsale dell’11 rossoblù, ossia Maraglino, capitan Prosperi, Vicedomini, Mignogna e bomber Molinari. Sono loro che trascinano il Taranto verso l’ennesimo successo. Il capitano firma addirittura una sontuosa doppietta per marchiare una stagione da trascinatore. Maraglino tra i pali fa tre paratone incredibili, splendide per efficacia e stile; poi si premette il lusso di “omaggiare” gli ospiti di un autogollonzo, ma anche questo fa parte del pomeriggio di festa.

In mediana la figura del protagonista assoluto la fa lui, Carlo Vicedomini, che oramai ha capito benissimo come funziona la serie D e come si deve giocare in questo campionato.

Avanti è la solita girandola di emozioni, tiri, occasioni, scambi da categoria superiore, gol, con protagonisti sempre loro, i gemelli del samba, Mignogna e Molinari, la mente e il braccio, uno inventa e l’altro segna, bellissimo vederli giocare, perchè sai che qualcosa di positivo esce sempre dalle loro giocate.

Nella festa che si consuma sotto un caldo sole non è mancato ovviamente il riferimento (e i meritati applausi) a chi ha forgiato questo Taranto dallo spogliatoio unito e dalle individualità eccellenti. Mister Pettinicchio si prende la giusta razione di applausi per aver tirato fuori dall’inferno della bassa classifica il glorioso delfino rossoblù e per averlo issato a 50 punti in settima posizione in graduatoria, un posto neanche lontanamente immaginato nel caldo autunno calcistico ionico.

La trasferta di Ischia chiuderà formalmente la stagione in corso, ma in fondo già si pensa al prossimo campionato, un torneo che si presenta difficile per via della riforma dei campionati che ridurrà la C1 e C2 ad una serie unica, la serie C nazionale, la terza divisione, vicinissima al calcio che conta.

A livello societario va verso il completamento l’operazione di ricapitalizzazione del capitale della società, con la Fondazione Taras protagonista di una partecipazione alla stessa operazione degna di menzione. Nelle stanze dei bottoni pare si punti ad un allargamento della base societaria attraverso l’ingresso di nuovi soci che portino forze finanziarie fresche, in linea con il progetto che vuole il capitale della squadra polverizzato fra differenti piccoli soci. D’altronde, in periodi difficili come l’attuale, trovare un socio forte non è facile, socio forte che peraltro in caso di sue difficoltà finanziarie può far ricadere la società nelle difficoltà a noi ben note. Per cui mi sembra giusto proseguire sulla strada intrapresa, che deve prevedere una società molto partecipata, tanti sponsor che supportino la stessa, e anche un pubblico che pur rappresentando forse una minima parte del budget necessario ad affrontare una stagione in serie D deve crescere nei numeri. Troppo poche le duemila anime scarse al sostegno del Taranto nonostante prezzi di biglietti e abbonamenti davvero convenienti.

La stagione che finisce mercoledì lascia in eredità al prossimo futuro una squadra che ha già una buona base per ripartire più forti, e un entusiasmo tra la gente che aumenta in maniera direttamente proporzionale alle vittorie ottenute nel girone di ritorno. Adesso è arrivato il momento di fare tutti insieme il salto di qualità; dobbiamo cercare di fare nostre le esperienze positive e negative che questa stagione ci ha consegnato, per ripartire meglio verso un futuro migliore, possibilmente sostenibile, che ci ridoni soddisfazioni sopite.

Se l’ambiente si mosterà coeso, se riuscirà a non dare credito a chi (e sono tanti) ci vuole male, se metterà da parte i presonalismi inutili e deleteri, se troverà subito l’equilibrio giusto in una serie D prossima estremamente difficile, allora nessun traguardo puo’ essere precluso a chi meriterebbe ben altri palcoscenici. La festa ieri al triplice fischio finale di Taranto-Francavilla con canti, applausi, salti di gioia, cori di incitamento e tanto altro, va ripetuta con ben altri numeri tra un anno, magari per la ri-conquista della nostra storia.

Admin

About

La redazione di taras706ac.it è formata da volontari, non professionisti, che si dedicano al progetto Fondazione Taras con passione, spirito di servizio, amore e la giusta dose di follia.