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TARANTO-MATERA 0-2

Come da tradizione tipicamente tarantina, appena l’asticella delle aspettative si alza un po’ ecco che il Taranto cicca l’appuntamento con il salto di qualità. Si torna a perdere in campionato dopo 7 risultati utili consecutivi e si mette da parte qualunque altro discorso, in termini di obiettivi stagionali, che non riguardi la salvezza.

Allo Iacovone tornano le luci accese come non si vedeva da oltre un anno (Taranto-Sorrento 1-0 nell’inverno 2012, se la memoria non mi inganna). E’ la giornata pro-Taranto al termine di una settimana di “orgoglio rossoblu” organizzata dalla Fondazione Taras, e la risposta del pubblico è davvero buona. D’altra parte è assolutamente evidente che entrambe le città e le tifoserie che si fronteggiano in questa fredda serata di metà marzo merita di disputare un campionato dilettantistico. Ma tant’è… e non sarà neanche l’ultimo, purtroppo.

Pettinicchio, senza diversi under a disposizione (ancora infortunato Gatto mentre Catalano è tra gli appiedati dal giudice sportivo) non rinuncia al suo ormai solito 4-3-3, reinventandosi Stigliano interno sinistro a metà campo a supportare Gnoni interno dalla parte opposta e Vicedomini regista basso. La difesa, davanti a Maraglino, è composta da Brancato a destra, Rosato (ormai un jolly) a sinistra e la coppia Prosperi-Grieco in mezzo. Resta in panchina il rientrante Terrenzio. In attacco Mignogna gioca largo sulla destra, con il compito di arretrare sulla linea dei centrocampisti in fase di non possesso palla, a supporto di El Ouazni e di Molinari. Per tutta la settimana sembrava che il mister fosse indeciso per chi schierare tra Papa e Aiello in mezzo al campo ma alla fine il primo finirà in tribuna ed il secondo solo in panca…

Il Matera è compagine ostica, partita per vincere il campionato ed ora relegata semplicemente a giocarsi i playoff, neanche blindati a causa della penalizzazione di 2 punti in classifica.

Già dal fischio d’inizio dell’arbitro aretino Scarpini si nota come i lucani siano in palla, pronti a tarpare le ali ad una squadra e ad un popolo rossoblu che forse aveva leggermente alzato troppo le proprie pretese in merito a questo campionato. Subito ci provano Marinucci e Oliveira ma le conclusioni insidiose sono fortunatamente imprecise. Stesso discorso per Mignogna che da calcio da fermo non trova di un soffio lo specchio della porta di Bianco. Al quarto d’ora  già sono 3 i cartellini gialli sventolati dall’arbitro ma il terzo è per Maraglino che atterra in area Oliveira appena sfuggito alla guardia di Brancato: è rigore, con trasformazione perfetta di Di Gennaro, il famoso ex bomber del Gallipoli dei tempi d’oro che pareva destinato ad una carriera sfavillante ed oggi a 30 anni è malinconicamente in D…

I padroni di casa in maglia bianca (come nell’ultima sconfitta interna a fine 2012 contro l’Ischia) accusano il colpo e senza quasi accorgersene si trovano sotto di un altro gol: è Stigliano a deviare maldestramente nella propria porta un’azione da corner del Matera.

La partita pare segnata già dopo 20 minuti. Il Taranto, la cui difesa subisce ormai regolarmente 2 gol a partita, non ha altro da fare che attaccare cercando di riaprire il match, mentre gli ospiti possono permettersi il lusso di controllare e ripartire. Tuttavia fino alla fine del primo tempo è più vicino il Matera al terzo gol (ci provano Sciardala, Oliveira e Pinna ma Maraglino dice di no) che i rossoblu a dimezzare lo svantaggio (con Vicedomini soprattutto). Si chiude sullo 0-2.

La ripresa continua sulla falsariga del primo tempo con l’unica differenza che il Taranto non ha proprio più niente da perdere. Pettinicchio dà subito una sferzata nel primo quarto d’ora con gli ingressi di Bongermino e Fumai per Brancato ed El Ouazni. Sulla carta si passa ad un 4-2-3-1 che dà qualche preoccupazione al tecnico lucano Chiricallo. L’assalto rossoblu inizia con un tentativo di Gnoni, poi tocca a Molinari provarci in tutti i modi: su punizione, di testa, di destro da lontano ma non c’è nulla da fare. E’ anzi il Matera di rimessa a mettere a segno il terzo gol con Di Gennaro ma la bandierina alzata del guardalinee rende vana l’azione.

Ci crede ancora un pubblico encomiabile ed il Taranto insiste con il tiro del subentrato Fumai appena sopra la traversa ed ancora col bomber argentino Molinari, il “papa” rossoblu… tutto inutile. Così come l’ultimo innesto di Aiello in luogo di Rosato. Si chiude con il Matera in controllo della gara e dei 3 punti che la rilanciano a caccia del secondo posto, visto lo stop del Gladiator bloccato sul pareggio.

A noi resta la salvezza, da raggiungere il prima possibile in vista della programmazione di una prossima stagione ben diversa, possibilmente più ricca di soddisfazioni in ottica promozione nei campionati professionistici, quello che una piazza come la nostra merita. Con i fatti, non solo a parole.

Ha detto bene Carlo Vicedomini in un’intervista: questa gara ha ricordato Taranto-Ternana dello scorso anno. Come allora, appena si vola un po’ con la fantasia subito qualche schiaffone riporta tutti con i piedi per terra. Anche da questo punto di vista bisogna maturare.

Comunque forza ragazzi, la difesa è un colabrodo, i problemi di gioco non mancano ma in fondo almeno la salvezza è a portata di mano e si tratta solo della prima sconfitta del 2013. Non molliamo. Mai.

Alla prossima!


Marcatori: al 17’ pt Di Gennaro su rigore (M), al 18’ pt Stiglian0 su autorete (M).

Taranto (4-3-3): Maraglino, Prosperi, Rosato (dal 26’ st Aiello), Grieco, Brancato (dal 5’ st Bongermino), Stigliano, Vicedomini, Gnoni, Mignogna, Molinari, El Quazni (dal 15’ st Fumai).
A disposizione: Costantino, Biondo, Cordua, Terrenzio.
Allenatore: Giacomo Pettinicchio.

Matera (3-4-3): Bianco, Ferrenti, Scardala, Ciano, Quacquarelli (dal 18’ st Cardore), Marinucci Palermo, Cruciani, Pinna, Di Gennaro (dal 31’ st Villa), Todino (dal 37’ st Caputo), Oliveira.
A disposizione: Lombardo, Mauro, Silvestri, Muro.
Allenatore: Marcello Chiricallo.

Arbitro: Nicola Scaripini (Arezzo).
Primo Assistente: Massimo Mazolillo (Sala Consilina).
Secondo Assistente: Gianluca Farina (Campobasso).

Ammoniti: Brancato (T), Caino (M), Maraglino (T), Todino (M), Ferrenti (M), Mignogna (T), Fumai (T).
Espulsi: Nessuno.

Angoli: 3-1 per il Matera.
Recupero: 1’ primo tempo e 4’ secondo tempo.
Spettatori: 2000 circa con nessuna presenza dalla Città dei Sassi per via della trasferta vietata dall’Osservatorio delle Manifestazioni Sportive.

Note: Serata fredda su Taranto. Terreno in discrete condizioni. Match posticipato alle ore 18.00 su richiesta della società jonica. Prima del fischio d’inizio, a centrocampo è stato esposto uno striscione in cui si legge «Il calcio senza tifosi perde la propria anima».


 

 

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0 Responses to "TARANTO-MATERA 0-2"

  • Nicola D'Elisiis
    18 Marzo 2013 - 11:04

    Solo una piccola nota: l’ultima serale allo Iacovone fu contro il Benevento, 16/3/2012. Finì 1-1. Per il resto, concordo su tutto.