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Gomblooottoooo!!!!

Il turno di sosta ci è servito per scoprire che siamo talmente potenti nel mondo del calcio, ma talmente potenti da determinare la retrocessione della Pro Vercelli in Prima Divisione per vendicarci di averci eliminato ai playoff lo scorso anno. Almeno questo dicono i tifosi della Pro. Io a essere sincero non pensavo che il “sistema” calcio ci amasse così tanto. Mi risulta, infatti, che l’anno scorso non ci sia stato dato nemmeno un piccolo sconto sulle varie penalizzazioni che abbiamo avuto, mentre quest’anno il Tnas sta distribuendo sconti a piene mani. Per non parlare dei due gol annullati nella semifinale di andata, uno dei quali era sicuramente regolare.

La verità è che la Pro Vercelli con la serie B non c’entra nulla. Ha sicuramente una storia gloriosa alle spalle ma il presente è ben poca cosa. E non basta aver aggiunto qualche seggiolino nuovo allo stadio stile Vital Gandoli che si ritrovano per diventare squadra da B.

Ci si lamenta degli stadi vuoti, si fanno mille discorsi sugli stadi di proprietà, sui servizi accessori, eccetera eccetera eccetera ma si ignora poi il problema fondamentale del calcio italiano. E cioè: come possono paesini come Cittadella, Sassuolo, Lanciano o Vercelli o squadre virtuali come il Chievo riempire gli stadi, quand’anche ne avessero uno di loro proprietà e ultra-moderno?

Come mai domenica Sampdoria-Roma ha fatto il pienone, nonostante una lotti per la salvezza e l’altra ha fortemente deluso e ha appena esonerato Zeman su cui a inizio stagione si puntava moltissimo, mentre in altre gare più di cartello le sedie vuote erano ben visibili? Mi domando, ad esempio, quanti spettatori possa portare in trasferta un Chievo che in casa non riesce a farne più di 2-3.000. Detesto l’Hellas Verona ma vorrei che tornasse in A solo per dimostrare alle grandi cosa significa giocare in uno stadio con una tifoseria ‘calda’. Si accorgerebbero che la differenza di tasso tecnico in quelle situazioni non è detto che faccia vincere le partite.

 Qualche anno fa a San Marino riempimmo la gradinata ospiti. Immagino che quest’anno per San Marino-Albinoleffe non sia stata la stessa cosa. L’anno scorso le squadre del Nord non credevano ai loro occhi quando ci vedevano arrivare. Ed eravamo solo noi fuorisede! Figurarsi se le trasferte fossero state aperte a tutti. A Monza con la Tritium fu talmente inaspettato il numero di tifosi ospiti che il computer andò in tilt e i biglietti nominativi furono compilati a mano, uno per uno.

E non è solo Taranto. A Cesena o a Vicenza, ad esempio, le curve sono sempre piene così come a Modena, seppur meno rispetto al passato. E i modenesi devono subire la convivenza forzata con il Sassuolo, giocattolo del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, che peraltro quest’anno molto probabilmente andrà in A. Vi immaginate quanti spettatori in A l’anno prossimo per Sassuolo-Chievo? Si parla tanto di stadi di proprietà e poi si consente da anni al Sassuolo di giocare in uno stadio di un’altra città. A noi per un tornello mancante ci hanno chiuso lo stadio sei mesi. E i vercellesi parlano!

Si dà la colpa alla pay tv e in parte è vero. Il tifoso italiano preferisce la poltrona di casa al seggiolino scomodo dello stadio, al sole in faccia o alla pioggia battente. E le norme di sicurezza hanno fatto il resto. Mio padre decideva sempre all’ultimo momento se andare allo stadio e spesso entrava che la partita era già iniziata da qualche minuto. Ora devi decidere se andare allo stadio almeno tre giorni prima e prepararti una copiosa documentazione.

Mi chiedo però quanti abbonamenti pay per view abbia fatto Sky quest’anno per la B con le promozioni di piazze come Vercelli e Lanciano. E quanti, invece, ne avrebbe fatti in più se in B ci fossimo andati noi. O quanto sarebbe accattivante e quindi anche commercialmente più appetibile un campionato con Perugia, Foggia, Salernitana, Avellino o Cremonese come ai vecchi tempi. Quei tempi in cui allo Iacovone in B non passava indenne nessuno perché era il pubblico a decretare la categoria di appartenenza di una squadra, anche da un punto di vista economico.

Gianluca_semeraro

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Gianluca Semeraro alias Kuldelski.