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FOGGIA-TARANTO 1-2

Quando in estate Taranto e Foggia a seguito di mille peripezie sono riuscite ad iscriversi all’ultimo secondo in serie D, entrambe le tifoserie (storiche e senza dubbio di categoria superiore), già provate dal non avere più la propria squadra del cuore nel professionismo, sapevano che il massimo obiettivo stagionale sarebbe stato quello di una salvezza tranquilla magari riuscendosi a togliere qualche piccolissima soddisfazione. Guardando la composizione del girone era ovvio che il meglio per i foggiani sarebbe stato espugnare lo Iacovone e per i tarantini andare a vincere allo Zaccheria.

Ebbene, eccoci serviti: il Taranto con una prestazione maiuscola, forse la migliore di quest’anno si prende la rivincita per la sconfitta subita in casa un girone fa esattamente con lo stesso punteggio, 2-1.

Padalino, dall’alto del suo settimo posto, sta portando avanti una stagione effettivamente abbastanza tranquilla con una squadra giovanissima schierata con un classico 4-4-2 nel quale spiccano le individualità degli esperti Giglio in attacco e Agnelli a centrocampo, senza dimenticare la freschezza dei propositivi centrocampisti esterni Palazzo e Coccia, quest’ultimo under davvero di buone potenzialità.

Il Taranto invece non ha ancora trovato un assetto definitivo e le difficoltà della classifica nonostante gli ottimi elementi in rosa stanno lì a dimostrarlo. Allo Zaccheria però Pettinicchio (squalificato) sorprende tutti schierando la squadra con un classico 4-4-2 che però risulta essere molto offensivo guardando le caratteristiche degli interpreti: Maraglino intoccabile in porta chiude una difesa inizialmente composta da Biondo terzino destro (!), Stigliano a sinistra, Prosperi e Terrenzio al centro, con quest’ultimo che ritrova la maglia da titolare per la squalifica di Grieco. In mezzo al campo la coppia di mediani composta da Catalano e Vicedomini è supportata ai lati da Papa a sinistra e Mignogna dalla parte opposta. Il giovanissimo tarantino Gatto agisce da seconda punta intorno al centravanti argentino Molinari.

Senza sostenitori tarantini ai quali è stata interdetta la trasferta si parte con un inizio subito scoppiettante: le due squadre si colpiscono a ripetizione  con azioni veloci da una parte e dall’altra. Le punte Famiano e Giglio ci provano subito per il Foggia, il Taranto risponde con le conclusioni insidiose di Mignogna e Molinari. Provano a farsi vedere i padroni di casa con Coccia ma i rossoblu mostrano gran piglio e velocità di manovra sfiorando la marcatura con Molinari, ancora Mignogna e Gatto, che al 12esimo sfiora un eurogol con un tiro a giro dal limite dell’area di un soffio a lato dell’incrocio dei pali. Insistiamo ancora con Mignogna che impegna il portiere under Micale (molto bravo in diverse circostanze per la verità) e con Molinari che fa sibilare vicinissima al montante destro una punizione da una trentina di metri “alla Batistuta”.

I rossoneri soffrono la grande mobilità degli ionici, i giovani terzini ed i lenti centrali di difesa faticano a tenere gli spunti dei giocatori offensivi tarantini, mentre Papa dà grande supporto all’azione sia in fase di possesso che di non possesso del pallone. Eppure dopo aver sprecato un sacco subiamo il gol dello svantaggio: al 21esimo punizione-cross di Agnelli dalla destra, il difensore Loiacono attacca il primo palo senza essere seguito dal suo marcatore (Terrenzio) ed incorna senza dare scampo a Maraglino: 1-0, e da quel momento il Taranto sbanda un pò, a causa del contraccolpo psicologico di trovarsi sotto nonostante una prova gagliarda, praticamente come una settimana fa in casa del Gladiator.

D’Ignazio, il vice-trainer oggi in panchina, però non molla dando grande incitamento ai suoi ed invertendo i ruoli di Biondo e Papa. Il Taranto riprende a macinare gioco grazie alla buona qualità di una coppia di mediani discretamente assortita come Catalano-Vicedomini che tuttavia soffre quando pressata e presa in velocità dai foggiani. Il barese è compassato ed a volte leggero nei contrasti ma cerca di non buttare mai la palla quando in suo possesso. Gatto è indemoniato ma la classe di Mignogna spicca su tutti: ci prova dalla distanza, distribuisce per i compagni, si fa trovare smarcato (e Molinari spesso non lo vede intestardendosi nella soluzione personale), corre tanto. Il finale di tempo è un monologo rossoblu con la punta argentina che manda a lato da posizione favorevole e Gatto che non approfitta di uno svarione della difesa facendosi ipnotizzare dal portiere in uscita bassa disperata.

Nella ripresa il Foggia prova a chiudere la contesa con le incursioni degli esterni Palazzo e Coccia (sempre loro) ma gli manca la necessaria concretezza, mentre il Taranto è ben più insidioso con Mignogna che spara una sventola alta di poco, Molinari che ben imbeccato verso la porta si lascia recuperare dal difensore e Biondo che spinge bene ma si incarta al momento dell’assist decisivo. Al dodicesimo però proprio la punta argentina riceve palla rasoterra spalle alla porta nei pressi della lunetta dell’area di rigore, riesce a girarsi velocemente e di destro fulmina Micale all’incrocio dei pali: finalmente si urla al gol del meritatissimo pareggio!!!

I rossoneri sono tramortiti e non approfittano del leggero calo degli ospiti per riprendere fiato, anzi, sulle ali dell’entusiasmo il Taranto continua ad attaccare mostrando tra l’altro una condizione fisica generale ottima. Dietro buona prova di Terrenzio e Prosperi nel tenere a bada avversari particolarmente ostici, in particolare Giglio che prova a sorprendere Maraglino ma il suo colpo di testa è centrale. Dopo qualche minuto l’attaccante Leonetti (appena subentrato allo spento Famiano) non trova la deviazione vincente su gran cross di Coccia.

Tra la metà del tempo e la mezzora Pettinicchio è costretto a modificare qualche interprete: Prete rileva Biondo e va a fare il terzino sinistro con Stigliano che sale a centrocampo, poi Brancato entra per Terrenzio colpito dai crampi. Ed infine l’ultimo dei cambi rossoblu con Cordua per Catalano. Dopo un altro tentativo di Giglio che manda sull’esterno della rete da buona posizione, a 5 minuti dalla fine gli sforzi degli ospiti sono premiati con Gatto che gira in rete di destro al volo dall’estremità dell’area piccola un angolo di Carlo Vicedomini e fa esplodere la panchina rossoblu ed i pochi tarantini accreditati in tribuna.

Inutili gli ultimi cambi del Foggia, gli estremi tentativi d’attacco ed i 5 minuti di recupero concessi (troppi): i rossoblu espugnano lo Zaccheria per la seconda stagione consecutiva, i prendono 3 punti che rappresentano una grandissima boccata d’ossigeno per la classifica e si rendono conto finalmente di avere una rosa ricca di elementi di qualità (non dimentichiamo anche l’ormai lunga assenza di Fumai) che vanno messi in campo cercando di giocare più per segnare che per non prenderle.

Il Taranto probabilmente pecca in equilibrio concedendo qualcosa di troppo e subendo gol o azioni insidiose davvero evitabili, ma a questo punto è meglio puntare sulla qualità degli uomini a disposizione iniziando pure a valutare chi può servire anche in prospettiva anno prossimo. La vittoria in trasferta, che mancava da settimane, è stata rigenerante. Ora cerchiamo di dare un minimo di continuità ai risultati puntando sul gioco veloce ed offensivo cercando di migliorare magari l’intesa tra gli interpreti.

Domenica prossima ancora derby: allo Iacovone ci viene a far visita il Bisceglie secondo in classifica con il Gladiator. Quando il gioco si fa duro i duri devono iniziare a giocare…

Alla prossima!


TABELLINO

FOGGIA-TARANTO 1-2
Rete:
16′ Loiacono (F), 12’st.Molinari (T), 41’st.Gatto (T)
FOGGIA (4-4-2) – Micale; Cassandro, Loiacono, D’Angelo, Picascia; Coccia (35’st.Tomaselli), Agnelli, Quinto, Famiano (16’st.Leonetti); Giglio, Palazzo (49’st.Ferrante). All.Padalino. (A disp.: Mormile, Basta, Esposito, D’Ambrosio)
TARANTO (4-4-2) – Maraglino; Biondo (23’st.Prete), Terrenzio (32’st.Brancato), Prosperi, Papa; Mignogna, Vicedomini, Catalano (36’st.Cordua), Stigliano; Molinari, Mignogna, Gatto. All. D’Ignazio (Pettinicchio squalificato). (A disp.: Costantino, El Ouazni, Curri, Fonzino).
ARBITRO – Tesi di Pistoia
AMMONITI – Vicedomini (T), Giglio (F)
ESPULSI – Nessuno
ANGOLI – 6-6
RECUPERO – 2’pt. 5’st.
NOTE – Trasferta vietata ai non residenti nella provincia di Foggia. Spettatori 2mila circa. Gara iniziata con qualche minuto di ritardo per un problema alla rete di una delle porte.
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