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L’ultimo baluardo

L’ultimo baluardo

La differenza tra l’indifferenza e la sofferenza, tra la resa incondizonata e la tenace resistenza, tra l’umiliazione e lo scatto di dignità, sta tutta in un solco scavato dall’amore dell’incrollabile fede dei tifosi più irriducibili. Sono quelli più addestrati ai livelli minimi di sopravvivenza. Uno zoccolo duro composto a strati via, via, sempre più pesanti e coriacei. A difesa di una fede, asserragliati nell’ultimo inespugnabile baluardo. Sotto lo shock delle terribili salve degli avversari possono certamente saltare gli strati più superficiali, ma resta compatto lo zoccolo duro.

Giganti nell’inferno dei dilettanti

“Era men che notte e men che giorno”…e solo ieri molti hanno realizzato quanto sia profondo l’antro dell’inferno dantesco dei dilettanti, dove per similitudine il Taranto sembra il più potente dei Titani saldamente avvinto da una catena, colui che volle superbamente sfidare la potenza degli idei del “calcio”.

L'ennesima cicatrice

L’ennesima cicatrice

Ci è voluta tutta la mentalità, la coerenza e la comprensione della Curva Nord per continuare a cantare e a tifare dopo ogni goal incassato, mentre la squadra non è stata in grado di regalare neanche il minimo sussulto per infondere slancio ad alcun tentativo di riscossa.

L’ennesima cicatrice sul corpo martoriato di una tifoseria che non riesce più a sanguinare. Si sprecano i cori più sofferti del sostegno curvaiolo:  “Non mollare mai…”, “Per la maglia alè…”, “Solo gli Ultras vincono sempre…”, “Sembra impossibile che segua ancora te…”, nessuna notte è così lunga da impedire al sole di sorgere nuovamente, attenderemo insieme l’alba. Sempre Forza Taranto

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