Ore 14.00, strade deserte in direzione Iacovone, in auto sono da solo e sono in molti i compagni di sempre che si sono defilati a vario titolo. Nel parcheggio desolato non si trovano nemmeno più i parcheggiatori, poco redditizio anche per loro presenziare la domenica calcistica a Taranto. Accesso agevole al prefiltraggio, arriveranno tutti alla spicciolata a ridosso dell’inizio partita. Non ci sono gli striscioni dei gruppi, campeggia unicamente una grossa pezza che recita “Solo per la maglia”, ed è anche il coro che accompagna l’ingresso in campo delle squadre.
Che poi, non è tanto un messaggio banale, visto che questo calcio è sempre più falso e mistificato, dove il Potenza…non è il vero Potenza e dove il MonoSpolis non è il vero Monopoli, qui da noi almeno, c’è sempre il Taranto, quello di Gori, Selvaggi e Iacovone, questo Taranto, anche se ridotto nuovamente al CND, non è un falso d’autore, un titolo sportivo derubato altrove. La maglia è quella originale, anche se come spesso capita nella nostra storia, è intrisa di sofferenza. Soprattutto c’è la stessa Curva Nord, gli stessi valori, la stessa tradizione e l’annessa mentalità: “Taranto Siamo Noi!”

Il ricordo di Antonello e di Claudio
Il ricordo di Antonello Sibilla e di Claudio Morabito sono il filo di continuità di chi non dimentica i protagonisti del passato e guarda tenacemente al futuro col piglio di chi non molla mai. Un amorevole copricurva cela parzialmente lo strazio della pancia della curva nord ancora sventrato. Lavori praticamente immobili da settimane, non c’è alcun segno che lasci presagire alcun avanzamento dei lavori. Sui pennoni di gradinata e curva spiccano le bandierine con il nuovo vessillo societario. E’ comunque una Curva Nord che offre un tifo compatto e orgoglioso, in campo (quel che ne rimane…) il Taranto soffre l’avvio degli avversari che collezionano un paio di legni. I rossoblu schierati in campo sono giovanissimi, la squadra è ormai completamente “depieronizzata” e lotta su tutti i palloni in modo tenace, ora si rema tutti dalla stessa parte. Sale dunque l’incitamento degli ultras con un discreto battimani.
Nel primo tempo, all’assenza di Prosperi, si aggiungono gli infortuni di Fumai e Cordua, ma il Taranto riesce comunque a tenere il campo e chiude la prima frazione all’arrembaggio. Nel secondo tempo, il Monopoli perde la lucidità necessaria e il Taranto riesce a rendersi diverse volte pericoloso. E’ un Taranto generosamente spartano, poco estetico e molta lotta.

Noi vogliamo gente che lotta
Alla fine il Taranto riesce anche a mettere paura agli avversari e con qualche tiro dalla distanza e coglie una traversa con Mignogna. Si chiude in forcing e al triplice fischio dell’arbitro scrosciano gli applausi del pubblico, perchè oltre al punto d’oro che fa classifica e da spessore alla mini striscia positiva, l’importante è stato ritrovare il feeling con la squadra, il segreto per ottenere ciò è semplice: “Noi vogliamo gente che lotta!” Come oggi, come noi.

