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Taranto – Gladiator

Manzo-Longo-Del Sorbo: 0-3 e tutti a casa. Il Taranto ritrova la serie D allo Iacovone e con essa l’umiliazione di aver subito 3 pappine in casa propria come non accadeva dal novembre 2010, ultima gara della gestione Brucato-bis contro il Foligno in Prima Divisione. Sembra una vita fa…

La realtà di oggi è molto, molto più dura. Una squadra, anzi, un gruppo di ragazzini con l’innesto di qualche esperto abbastanza in là con gli anni, con i chili e con gli stimoli, messi su in quattro e quattr’otto da una ventina di giorni a questa parte è già impegnato in un campionato durissimo come quello di Serie D. E le mazzate in mezzo ai denti purtroppo sono iniziate ad arrivare presto.

Quell’incredibile prova di Trani aveva probabilmente illuso qualcuno del fatto che questa fosse già una squadra “fatta” e pronta ad essere protagonista nel torneo. Il disgraziato malore dell’arbitro ci ha invece tolto 3 punti che potevano essere importanti per il morale e la classifica attuale e addirittura fondamentali in prospettiva futura, perché ragionandoci su il Taranto, almeno questo Taranto, senza ulteriori ed utili innesti, avrà non poche difficoltà a mettere sotto un numero di squadre tale da garantirgli tranquillità.

Eppure non tutto è da buttare di questo esordio casalingo.

Innanzitutto una straordinaria cornice di pubblico per la categoria. Certo, trovarsi la Nord chiusa, con l’anello inferiore distrutto e da ricostruire per intero (chissà quando, visti i soliti tempi biblici imposti dall’amministrazione comunale) è già un tuffo al cuore per chi ha vissuto i fasti di quella che solo pochi anni fa era riconosciuta come una delle curve migliori d’Italia. Eppure, anche dalla gradinata il calore di quasi 3000 cuori non farà mancare il sostegno al nuovo vessillo rossoblu (la SETTIMA compagine sociale in appena 20 anni, un dato che dovrebbe far riflettere, come minimo…) dal primo al novantesimo ed anche oltre, con l’applauso finale di incoraggiamento ai ragazzi nonostante la débacle.

E poi, dal punto di vista tecnico, nella prima mezzora non dispiace affatto il Taranto di mister Napoli, costretto a fare a meno del capitano Prosperi squalificato e sostituito da Rosato, e con Cosentini in luogo di Catalano al fianco di Cordua in mezzo al campo, come unica ulteriore modifica rispetto all’esordio di Trani.

Confermato quindi il 4-4-2 con De Deo tra i pali, Del-Bergiolo-Terrenzio-Rosato-Stigliano dietro, Bufalino-Cosentini-Cordua-Zaccaro a centrocampo e il duo Cosa-Sarli in attacco, i rossoblu provano a lavorare l’avversario soprattutto ai fianchi. Bufalino a destra è senza dubbio l’elemento di maggior spessore, a sinistra invece parte benissimo soprattutto il terzino under Stigliano, casertano di nascita, che non fa mancare mai il suo apporto in entrambe le fasi. Ma scarseggia la concretezza, le punte si fanno quasi sempre anticipare e quando riescono andare al tiro (Cosa, verso il quarto d’ora) lo fanno senza rendersi particolarmente pericolosi.

Mister Squillante invece disegna il suo Gladiator con un 4-3-3 che sembra subito molto quadrato e nel quale brilla un tridente di categoria, composto appunto da coloro che sul tabellino risulteranno i marcatori dell’incontro. I campani hanno poi under di buona qualità ed evidenziano una migliore amalgama soprattutto quando c’è da compattare i reparti e nel ribaltamento dell’azione sempre ben strutturato, concreto e senza particolari fronzoli.

E’ a cavallo della mezzora che in pochi minuti praticamente si decide il match: angolo di Cosentini per il Taranto, testa del centrale Terrenzio e traversa piena. Sulla ribattuta la palla finisce in rete ma Bufalino l’ha spinta con un braccio: l’arbitro vede e ammonisce l’ex siracusano. Poco dopo nerazzurri casertani in vantaggio grazie alla parabola imprendibile per il nostro giovane De Deo disegnata su punizione dalla trequarti da Tommaso Manzo, un trentaduenne con alle spalle un numero di gol in D vicino ai 150!!!

E non basta: passa qualche altro giro di lancette ed il migliore rossoblu, Bufalino si fa male ed è costretto ad uscire. L’impresa diventa ora davvero ardua.

Il Taranto reagisce con buon piglio ma confusamente, senza grosso costrutto. I ragazzi si infrangono contro il maggiore spessore, a volte anche proprio fisico, dei loro avversari e le idee scarseggiano così come non paiono oliati i meccanismi (reparti distanti tra loro, diffusa leggerezza, attacco statico ed evanescente).

Dopo il riposo, già agli albori della ripresa, Longo sfrutta un mal posizionamento della difesa jonica su corner e porta i gladiatori sul 2-0. Sembra davvero il “game over”.

Ed a proposito di over, sono proprio questi ultimi che effettivamente deludono. Sarli e Cosa non trascinano i giovani compagni con giocate particolari e/o illuminanti e sembrano accusare la fatica molto presto, Cordua e Cosentini lottano in mediana ma con scarsa efficacia, la spinta delle fasce si affievolisce ed i cambi del mister in termini di uomini e modulo (si passa al 3-4-1-2 con l’inserimento di Curri tra le linee al posto del terzino destro Del Bergiolo) non aggiugono nulla ad una gara che si trascina verso la fine senza ulteriori sussulti. Sono gli ospiti, anzi, a trovare il terzo centro con Del Sorbo, che spinge facilmente in rete un cross dalla destra mettendo il sigillo definitivo ad una ripartenza sull’ennesima palla persa in fase di costruzione.

Alla fine, nonostante qualcuno che ironicamente invita l’arbitro ad accasciarsi fingendo un malore, sono applausi per tutti ma l’amarezza per quello che si è visto in campo non è semplice da smaltire. E viene lo sconforto misto a rabbia invece se pensiamo a ciò che deliberatamente un viscido personaggio, che non merita neanche menzione, non ha fatto per salvare il salvabile quando nella scorsa stagione giocando ad una roulette russa (sulla nostra pelle) dall’esito quasi scontato. La ferita è troppo fresca e le conseguenze si stanno pagando pesantemente…

Tornando al presente, la domanda di tutti è: quali reali prospettive ha questo Taranto povero, iscritto in D per miracolo all’ultimo minuto dell’ultimo giorno utile e che si è dovuto piegare al “consulente di mercato” Pieroni per creare una squadra? Solo il campo potrà dare delle risposte compiute ma la perplessità al momento è tanta.

A noi non resta che sostenere la maglia rossoblu ripartendo da mercoledì: è già antivigilia del recupero Trani-Taranto. Non molliamo alle prime difficoltà!

di Fab_Ta

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