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Ritorno alla vittoria in casa

Diciamoci la verità: ci voleva sta vittoria! Non ne potevamo più di commentare mancati successi o addirittura débacle senza appello per questa squadra che amiamo alla follia, nonostante tutto.

Dopo 199 giorni il Taranto torna a festeggiare una vittoria in casa, da Prosperi a Prosperi: fu proprio del capitano infatti, l’ultimo gol da 3 punti allo Iacovone. Era il 29 aprile ed i rossoblu di Dionigi, battendo di misura la Reggiana, si garantirono i playoff per la promozione in B mettendo un’ipoteca sul secondo posto che si sperava potesse dare quel vantaggio nel mini torneo di spareggio che permette di concludere i doppi confronti in parità e passare lo stesso il turno.

Ma stiamo parlando di una vita fa: altre storie, altre ambizioni, altre paure, altra società, altre persone. Solo 3 cose non sono cambiate: innanzitutto il sacro vessillo rossoblu (nonostante i ragazzi ieri fossero vestiti di bianco per la seconda volta consecutiva in casa); poi il palcoscenico, quello Iacovone sempre più fatiscente, dal terreno di gioco spelacchiato e gibboso, dagli spalti umidicci se non addirittura abbattuti e chissà quando ricostruiti (è uno scandalo avere lo stadio in queste condizioni) e dalla folla sempre appassionata, meno numerosa ma stoica, nonostante una leggera rassegnazione a questa categoria che si legge nei volti della gente; ed infine il capitano, ancora lo stesso ed ancora lì da anni a lottare per la maglia mettendoci il cuore nonostante i normali pregi e difetti che ogni giocatore ha, a maggior ragione a livelli del genere.

E’ l’esordio interno per mister Pettinicchio, reduce dalla prima settimana intera di lavoro con i suoi ragazzi. Il tecnico conferma il 3-4-3 già provato a Battipaglia modificando rispetto a quella gara soltanto una pedina: al centro della difesa il recuperato Terrenzio prende il posto del negativo Occhipinti. Rosato e Prosperi sono i suoi colleghi di reparto insieme ovviamente al portierone Angelo Maraglino. Del Bergiolo a destra, Stigliano a sinistra, Vicedomini e Cordua in mezzo formano la cerniera di centrocampo, nonostante l’ultimo citato sia stato in dubbio fino a venerdì per un affaticamento muscolare. Noviello e Bufalino sono le ali chiamate a supportare il diciassettenne Bongermino.

La Puteolana, che solo a nominarla mi fa venire in mente la squadra di Eziolino Capuano che espugnò lo Iacovone e per un bel tratto di stagione ci contese il campionato di serie C2 2000/01 (poi vinto in rimonta sul Campobasso), e che non incontriamo proprio da allora, è oggi una squadra costruita con l’obiettivo di garantirsi la permanenza in categoria in attesa di tempi (e denari) migliori…

Il tecnico Sorrentino, che schiera i suoi con un 4-4-2 semplice, prova subito a giocarsi la gara badando molto al ritmo ed al pressing, in modo da neutralizzare le fonti di gioco degli avversari e sfruttare le fragilità della giovane truppa rossoblu. Negli ospiti, tuttavia, scarseggia la qualità: soltanto il n.10 Letizia sembra essere di un livello superiore, gli altri spesso sprecano banalmente i parecchi palloni recuperati in mezzo al campo, soprattutto per demerito dei padroni di casa.

Il Taranto è imballato, pur sembrando abbastanza volenteroso. Si cercano di applicare per bene i dettami del nuovo mister, sempre molto in partita con incitamenti e suggerimenti costanti, ma si ha un pò troppa paura di sbagliare. Gli over che dovrebbero fare la differenza, Cordua, Vicedomini, Noviello e Bufalino, nei rispettivi ruoli, stentano. In particolare i mediani si pestano un pò i piedi e quando Vicedomini si abbassa in fase di impostazione, provando ad agire da playmaker, è ancora piuttosto lento ed impreciso. Davanti invece Noviello, che inizialmente agisce sul fronte destro, si accende a tratti, mentre Bufalino è davvero fumosissimo, finendo per incartarsi nei suoi “ghiri-gori” palla al piede.

Vanno piuttosto bene invece le fasce, soprattutto Stigliano, mentre Del Bergiolo mostra talvolta troppa leggerezza o comunque poca convinzione negli allunghi in progressione.

Discretamente sicura la difesa (Terrenzio al centro le prende tutte di testa), pur soffrendo talvolta qualche giocata individuale. Bene anche il giovane centravanti che si muove e lotta spesso da solo ma con buona spigliatezza e tenuta fisica nonostante sia un classe ’95.

Come già in altre gare, anche in questa latitano le conclusioni pericolose verso la porta avversaria. Si possono ricordare un colpo di testa centrale di Prosperi su angolo di Vicedomini sul primo palo (e sarà la prova generale del gol), una punizione fiondata di Vicedomini a lato non di molto, un tiro con scarsa coordinzione di Bufalino dal limite dell’area terminato fuori e qualche cross vagamente pericoloso ma mai concretizzato seriamente.

Dalla parte opposta la Puteolana tiene bene, forse comanda anche leggermente le operazioni nel primo tempo ma i pericoli per Maraglino arriveranno solo da un cross basso non efficacemente concretizzato e da un’azione di contropiede nel finale malamente sprecata in una situazione di superiorità numerica: in pratica ci hanno graziato e la preghiera l’avrà fatta Bufalino, reo di aver sprecato una ripartenza veloce a favore temporeggiando all’inifinito con la palla tra i piedi, finendo poi per perderla balmente con la conseguenza appunto di dover subire un contropiede a squadra completamente sbilanciata. Si chiude perciò in affanno ma la gara è stata equilibrata.

Nella ripresa subito una novità: non rientra dagli spogliatoi proprio Bufalino ma il nuovo tesserato Massimo Fumai, classe ’87, già alla corte di Pettinicchio in passato. Il Taranto torna così 3-4-3 dopo un intermezzo degli ultimi venti minuti del primo tempo nel quale Noviello era stato spostato dal mister sulla trequarti alle spalle di due attaccanti, con buoni risultati tra l’altro. Fumai però è meno sprinter ma più tecnico rispetto all’ex siracusano che ha sostituito. E’ un peso leggero, destro di piede, sgusciante, a cui piace evidentemente paritre esterno, dribblare gli avversari palla al piede o provare gli uno-due rapidi con i compagni per poi chiudere l’azione con il tiro in porta o con il cross insidioso dal fondo.

La manovra rossoblu ne guadagna: scambio Fumai, Stigliano, cross basso per Bongermino che chiude alto da pochi metri. Al quarto d’ora il gol, con la capocciata vincente del capitano su angolo di Vicedomini che libera finalmente la gioia dei circa 2000 sugli spalti: per la prima volta in questa stagione il Taranto è in vantaggio davanti al suo pubblico!

I ragazzi sembrano essersi liberati da un macigno e raddoppiano lo sforzo, nonostante la reazione granata che si concretizza più che altro in qualche conclusione dalla distanza fuori o neutralizzata da Maraglino, una in particolare piuttosto pericolosa a causa della deviazione di Terrenzio che rischia di spiazzare il portiere. I minuti scorrono, il Taranto prova ad agire di rimessa ma le forze iniziano a scarseggiare, soprattutto a centrocampo. Noviello è smpopato e viene rilevato da Biondo, non da Sarli, e poco dopo è raddoppio: ancora Fumai scherza il diretto avversario sulla sinistra, rientra sul destro, crossa per il nuovo entrato, rimpallo in area con sfera che finisce sul destro di Bongermino che senza esitare scarica sotto la traversa e va a correre di gioia dal suo pubblico per il suo primo gol in campionato… da minorenne! E’ la forza della gioventù che avanza e che deve servire a darci ancora di più la consapevolezza che il calcio, soprattutto a questi livelli non eccelsi, deve essere dei giovani, anche alle prime esperienze. Quelli a dover essere gestiti sono soprattutto gli ultratrentenni, in modo che riescano dare quel qualcosa in più in termini di esperienza proprio quando necessario, magari a partita in corso e con gli avversari già affaticati.

Sul 2-0 e ad un quarto d’ora dalla fine la gara sembra ormai quindi ben incanalata. Servirà un piccolo risvolto “eno-arbitrale” a ravvivarla, visto che l’arbitro Amabile ammonisce per la seconda volta e manda negli spogliatoi anzitempo Rosato: evidentemente voleva la tavola tutta per sé… Al di là delle battute, sarà un peccato a Potenza non avere il giovane difensore, ma i due gialli erano sacrosanti, entrambi sventolati per aver fermato un avversario che ormai gli era andato via in velocità tirandolo per la maglietta.

Esattamente come il mediano Volpe, che qualche minuto dopo commette la stessa infrazione e subisce lo stesso trattamento ristabilendo così la parità numerica ed evitando sofferenze a Pettinicchio che intanto si era cautelato tirando fuori dalla contesa il giovane goleador di Laterza sostituendolo con il difensore Brancato.

L’ultima azione dei “Pozzuolesi” conclusa con un tiro sull’esterno della rete è soltanto il preludio al triplice fischio: si torna alla vittoria ed era assolutamente necessario per il morale e la classifica.

Ora avanti con fiducia e largo ai giovani: ci si liberi di zavorre ad ogni livello, dal campo alla scrivania, magari pure costose, prese a bordo forse con troppa superficialità.

Alla prossima!

di Fab_Ta

 

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