dal CORRIERE DEL GIORNO
Il primo ha “curato” la sezione storica, il secondo ha portato in dote i dvd che hanno trasformato in suoni ed immagini le emozioni legate al Taranto, il terzo ha contribuito con un numero infinito di casacche rossoblù (neanche fosse una boutique), l’ultimo ha fornito l’oggettistica.
Un lavoro immane, ma che per degli appassionati è stato come scalare una montagna indossando gli “stivali delle sette leghe”. Per tutti i tifosi, ma anche per il semplice cittadino, passeggiare all’interno della galleria significa fare un tuffo nel passato, togliendo la polvere dai cassetti della memoria. Le tante foto esposte, le pubblicazioni sul calcio in rossoblù e i numerosi biglietti di gare ufficiali (e non) in mostra faranno emergere i tanti ricordi legati alle vicissitudini del Taranto e di Taranto. E’ il 1965 quando, ad esempio, venne inaugurato il nuovo Salinella con l’amichevole tra gli ionici e il Foggia terminata a reti bianche. Neanche a dirlo il momento è stato immortalato per essere ora affisso sui muri del castello Aragonese. Fa pensare, poi, un tagliando per l’amichevole tra i rossoblù e il Real Madrid giocata l’8 settembre del 1968. Sono passati esattamente quarantatrè anni. E che dire del successivo Taranto-Milan in serie B del 7 dicembre 1980: Cassano e Mutti, con una doppietta, stendono il Diavolo? Indimenticabile.
Non può mancare l’angolo dedicato al calciatore che, nel cuore di ciascun tarantino, occupa un posto unico: Erasmo Iacovone. Tantissime le foto che lo ritraggono. C’è anche un titolo di giornale che a guardarlo e riguardarlo farebbe scendere a chiunque una lacrima di nostalgia e tristezza: “Iacovone, capocannoniere della serie B, ucciso dall’auto di un ladro in fuga”.
Pochi altri tifosi, per la verita, hanno attivamente partecipato all’allestimento della mostra. Tra questi Luca Pierri che ha messo a disposizione la sua collezione di calciatori del Taranto in versione subbuteo. Sono “miniature” dalle fattezze incredibili.
L’amore per il Taranto e per i suoi colori degli organizzatori si percepisce ad ogni passo. «Siamo molto soddisfatti – afferma Franco Valdevies – per il risultato ottenuto: è una splendida mostra che non è rivolta solo ai tifosi, ma a tutta la cittadinanza perchè ripercorre parte della storia di Taranto. Ognuno di noi quattro ha messo a disposizione le rispettive collezioni private costruite con pazienza e fatica»

