Ci sono delle tradizioni che a Taranto non muoiono mai. Una di queste è risuscitare le ultime in classifica, come abbiamo fatto sabato col Potenza. Così come rientra nelle abitudini calcistiche tarantine quella delle squadre che dopo aver vinto con noi, perdono tutte le gare successive e precipitano in classifica (vedi Battipagliese).
Tradizioni a parte, occorre fare i conti con una realtà non proprio piacevole. Ma sbattere il muso contro le difficoltà alle volte aiuta a crescere. Il Taranto è una squadra mal costruita, frutto di errori tattici e tecnici madornali con tre o quattro over che dovrebbero avere l’onestà di accomodarsi altrove (e mi riferisco a Cosa, Sarli, Occhipinti e Cordua, tanto per fare qualche nome) e under non proprio irresistibili.
Le attenuanti ci sono tutte, gli errori di valutazioni anche. Ormai è lampante che aver affidato la gestione tecnica a Pieroni ha prodotto solo danni. Faccio ammenda anch’io su questo punto. Perché anch’io pensavo che quello fosse l’unico modo di costruire una squadra nell’impossibilità di fornire garanzie economiche immediate e nella precarietà fisiologica iniziale di una società nata soltanto a metà agosto.
Se avessimo pescato nel ‘mare nostrum’ e affidato la gestione tecnica a un Sergio Mezzina, per esempio, che ha il pregio di essere tifoso del Taranto e di essere competente (quale migliore combinazione di qualità!), non dico che staremmo alle costole dell’Ischia ma in una posizione più tranquilla di classifica sicuramente sì.
Basti pensare all’ultimo innesto, quello di Fumai, sicuramente segnalato da Pettinicchio, per capire che non servono “marpioni” del calcio per fare una squadra dignitosa in serie D.
Quanto a noi tifosi non dobbiamo demoralizzarci né gettare la spugna proprio adesso. Sapevamo che sarebbe stato un campionato duro e non basta una sola vittoria – quella con la Puteolana in casa – a farci diventare uno squadrone che mette in fila tre o quattro successi consecutivi e addirittura si pone come antagonista delle più attrezzate Ischia o Matera (quest’ultima un clamoroso flop a dimostrazione che nel calcio non sempre chi più spende meglio spende).
Abbiamo una squadra mal costruita, piena di pecche e un modulo da reinventare. E’ bastato l’infortunio di Terrenzio, unito alla squalifica di Rosato, per far saltare il 3-4-3 di Pettinicchio che pure stava producendo i suoi frutti. Questo perché Occhipinti, che insieme a Prosperi dovrebbe essere uno dei pilastri della difesa, si sta mostrando totalmente inadeguato.
E non perché – come dice qualcuno – è stato messo in tribuna domenica scorsa e invitato a trovarsi un’altra squadra. La psicologia c’entra poco. Occhipinti si è rivelato inadeguato pure quando era titolare inamovibile. L’ultima considerazione la faccio su alcuni allenatori presenti sugli spalti. Mi è sembrato poco opportuno che mister Napoli sia venuto a vedere la partita, così come poco opportuno dare voce a un Capuano che dovrebbe fare i conti con i suoi fallimenti calcistici (è stato esonerato dal Fondi quest’anno!) invece di commentare quelli degli altri. Parere di Kuldelski naturalmente.
Gianluca Semeraro alias Kuldelski

