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A.A.A. Qualcuno cercasi

A quanto pare nessuno è intenzionato a risuscitare il calcio a Taranto. Ingenuamente mi aspettavo che dopo l’epilogo amaro della mancata iscrizione ci fosse già una cordata pronta a chiedere l’iscrizione in serie D. Ma non è così. Fatta eccezione per qualche vecchia conoscenza del passato che però a quanto pare pone delle condizioni per il suo rientro in sella al Taranto.

A proposito di vecchie conoscenze. Fa sorridere il processo di riabilitazione in atto nei confronti di Luigi Blasi che tre anni fa fu cacciato a pedate dalle stesse persone che oggi sui vari guestbook ne tessono le lodi. Con qualche falso storico di troppo, peraltro. Ad esempio secondo qualcuno Blasi, a differenza di D’Addario, ci ha comunque iscritti al campionato. Falso: il signor Blasi ci aveva promesso di farci fare la fine del Martina e se non fosse subentrato D’Addario avremmo fatto proprio quella fine. E lo dice uno che è stato all’epoca più volte accusato di essere un ‘Taleblasi’, cioè un lecchino del presidente manduriano.

E sempre tornando a Blasi molti, presi dal forsennato e fin troppo facile desiderio di dare addosso a D’Addario, hanno dimenticato che all’epoca del presidente manduriano le scadenze sugli stipendi erano molto più semplici da rispettare (ogni trimestre doveva essere regolato alla fine del trimestre successivo e i punti di penalizzazione scattavano solo in caso di recidiva). Hanno dimenticato le porte chiuse perché non veniva reclutato un sufficiente numero di steward. Hanno dimenticato le “divise logore” e il tragitto albergo-campo di allenamento in ritiro a carico dei calciatori. Qualcuno oggi, riferendosi all’illusione D’Addario, ha scritto più o meno così: “mi sa che ci siamo fatti ingannare dalla foresteria e dalle divise con lo sponsor tecnico”. Magari è vero. Però dobbiamo deciderci cosa vogliamo. Perché Blasi non andava bene agli stessi che oggi lo rimpiangono. Io ero un ‘Taleblasi’ e non lo rimpiango per niente. C’è qualcosa che non torna in tutto questo.

Sarà forse che per una volta abbiamo paura che Taranto possa restare senza calcio? Sarà che dopo aver strombazzato ai quattro venti che dopo D’Addario ci sarebbe stata la fila per acquistare il Taranto, constatato che non è così ci avventuriamo nella rivisitazione della storia blasiana perché non abbiamo nient’altro a cui aggrapparci? Mi auguro proprio di no. Perché se così fosse perderebbero di valore sia le critiche mosse allora contro Blasi sia quelle di adesso contro D’Addario. Se fra tre anni Blasi ci fa fare la fine del Martina, cosa ci mettiamo a dire? Che D’Addario era meglio?

La verità è una sola. Sia Blasi sia D’Addario sono stati pessimi presidenti anche se in modi diversi e hanno espresso una concezione del fare calcio che nel concreto non ha prodotto risultati.

Su D’Addario fioccano le ipotesi secondo cui aveva programmato il fallimento fin dall’inizio della sua presidenza. Io non mi spingo a tanto. Secondo me c’è stata soltanto tanta incompetenza nello sventagliare soldi a destra e manca all’inizio (sembrava il personaggio di Panariello nello spot della Wind che paga l’Ici in tre comuni diversi) e nel non capire la gravità della crisi dopo. Non l’ha capita fino al 29 giugno, quando si è arreso. E purtroppo i cocci sono nostri.

Pensiamo al futuro però. Perché rimuginare sul passato non serve a nulla. E il futuro è già tra pochi giorni quando dovremo formalizzare la richiesta di iscrizione alla serie D. E’ arrivato il momento di prendere noi tifosi la situazione in mano. Di indirizzare le scelte senza aspettare l’imprenditore illuminato di turno. Perché a Taranto e dintorni di imprenditori illuminati non ce n’è. Anzi di imprenditori non ce n’è. E soprattutto perché il calcio minore sta cambiando radicalmente. I tentativi di annacquarlo con l’inserimento delle squadre Primavera o con la doppia proprietà creando in C società satellite di quelle di A è preoccupante. Taranto dovrà presto decidere se vuole essere nel blocco delle colonizzatrici o in quelle delle colonizzate. In questo secondo caso va bene anche ripartire dalla Promozione con la Paolo VI (che a quanto ho letto cambierà il nome in Delfini Rossoblu ).

Vuol tornare Blasi? Bene! Lo dovrà fare alle nostre condizioni. Dovrà sposare la nostra visione del calcio. Altrimenti può accomodarsi altrove. E come lui tutti gli altri. Non dobbiamo più farci piacere il presidente di turno solo perché è l’unico che abbiamo. E questo lo dico per primo a me stesso. Ho sbagliato sia con Pieroni sia con Blasi sia con D’Addario a pensare che la fortuna del Taranto passasse per la fortuna del presidente di turno. In realtà la fortuna del Taranto passa per le mani di chi lo ama sopra ogni altra cosa. E non era il caso di nessuno dei tre.

Forse questo fallimento alla fine si rivelerà necessario. Forse dopo questo amarissimo epilogo i tarantini capiranno che devono prendere in mano la situazione perché se aspettiamo che lo faccia qualcun altro stiamo freschi. E forse dopo averlo capito per il calcio e aver constatato che è cosa fattibile, chissà che non si passi alle vie di fatto anche sugli altri innumerevoli problemi che affliggono questa città. Forza vecchio cuore rossoblu.

Gianluca Semeraro alias Kuldelski

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