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La Puglia che vince siamo noi

“4 scudetti, 2 Coppa Italia, 3 Supercoppa: la Puglia che vince siamo noi”.

Questo uno degli striscioni che una quarantina di tifosi del Cras hanno fatto sfilare sotto Palazzo di Città stamattina, in una pacifica manifestazione volta a sensibilizzare le istituzioni nei confronti della squadra campione d’Italia.  “Taranto siamo anche noi”, “Il Palamazzola è la casa del Cras”, parole che ci siamo detti tante, troppe volte negli ultimi mesi, senza che nulla cambiasse, senza che si profilasse un barlume di speranza per sostenere una realtà che rischia di naufragare da un momento all’altro.

Stamattina il Sindaco era a Roma per impegni istituzionali. Il Comune di Taranto è stato più volte sollecitato a dare una risposta alla società Cras Basket in merito all’utilizzo del Palamazzola, che dal primo luglio ritorna di competenza del Comune; Palamazzola per il quale la società ha versato, finora, € 100.000 annui al CONI. Sarebbe già un grande aiuto per il Cras, che il 18 giugno ha rinunciato all’Eurolega per mancanza di fondi. Il termine per l’iscrizione alla serie A1 è stato prorogato al 5 luglio, ma cosa potrebbe cambiare in sei giorni? Il main sponsor non è arrivato, nonostante i febbrili contatti avviati dal presidente Basile, e non è arrivata neanche la tanto auspicata cordata di imprenditori locali.Ma i tifosi tarantini non vogliono mollare, non ancora. Vogliono continuare a sognare quella squadra che tanto ha regalato alla nostra città, che ha portato i colori rossoblu in tutta Europa e che avrebbe ancora tanto da dare, se solo potesse contare su aiuti economici che non arrivano.

Il silenzio di questi ultimi giorni si sta facendo devastante. Tante partenze, nessun arrivo. Troppe domande senza risposta. A poco sono valsi gli appelli sui giornali, sulle tv locali, le lettere accorate delle ragazze juniores indirizzate al presidente. Tante altre squadre di basket femminile ( e non solo ) sono in difficoltà ed hanno avviato sottoscrizioni e campagne abbonamenti pro salvezza. A Taranto no, e sinceramente ce ne chiediamo il perchè, in un momento in cui qualsiasi cosa e qualsiasi aiuto, se pur piccolo, potrebbero essere utili.

Erano in pochi, stamattina, davanti al Municipio, ma pieni di entusiasmo, in una città che ieri ha vissuto uno dei momenti più brutti e crudeli della sua storia sportiva. La falsa notizia dell’accoglimento del ricorso da parte del Tar del Lazio ( e la conseguente promozione in serie B del Taranto calcio ) ha portato centinaia di tifosi per le strade della città al canto di “Serie B, serie B”: cortei, bagno nella fontana di piazza Ebalia ed euforia generale, fino alla smentita.

Non bastava, vero? Dovevamo soffrire ancora? La crisi europea ci mette in ginocchio, le nostre realtà sportive affogano, l’Ilva continua a sversare fanghi tossici nel nostro mare, perfino le nostre cozze sono inquinate : c’era davvero bisogno di prendere in giro un’intera tifoseria in modo così orribile e crudele?

La delusione ieri è stata tanta, ed il timore che il Cras e il Taranto non possano neanche iscriversi al campionato è più che fondato. In questa lunga estate, segnata dal passaggio di torridi anticicloni, e vissuta nell’attesa di notizie (buone) che non arrivano, noi tifosi, noi tarantini, continuiamo a chiederci : PERCHE’ ??

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