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Tutto St. Pauli racconta l’A.P.S. Taras 706 a.C.

Stefano Pagnozzi ha intervistato Fabio Guarini per Tutto St. Pauli

Aggregazione, partecipazione attiva nelle sorti del proprio club e impegno nella comunità, anche l’APS Taras 706 a.C. a Taranto dal 2012 è in prima linea nella promozione dei principi alla base della nostra realtà del Sankt Pauli. Dalla rifondazione del club a seguito del fallimento, alla cura del settore giovanile e alla realizzazione di iniziative con finalità sociali, l’associazione del club rossoblu da anni è il punto di riferimento cittadino per la salvaguardia del calcio nella città pugliese.

Per conoscere meglio la loro storia abbiamo contattato il presidente dell’associazione, Fabio Guarini, che ci ha fatto una panoramica sul percorso che ha condotto i tifosi locali a dare vita a questa interessante realtà di aggregazione e passione per il FC Taranto”L’A.P.S. Taras 706 a.C., nata come Fondazione Taras 706 a.C. il 26 marzo 2012, è l’associazione dei tifosi tarantini. L’associazione è nata in un periodo in cui il Taranto era in lotta per approdare in B, categoria che non raggiunse per via delle penalizzazioni per il mancato pagamento degli stipendi. Erano dunque note alla piazza rossoblù le difficoltà economiche della società che, com’era prevedibile, non si iscrisse al torneo di terza serie qualche mese dopo la nascita dell’associazione. L’allora Fondazione Taras coagulò intorno a sé tifosi e imprenditori locali, fondando il nuovo Taranto, pronto a raccogliere l’eredità di 85 anni di storia, nel luglio 2012. Da allora il club, eccezion fatta per la stagione 2016-17, ha disputato esclusivamente campionati di Serie D: i risultati sportivi non sono stati lusinghieri e, di pari passo, anche la strada per la partecipazione attiva dei tifosi alla vita del club si è fatta in salita.

I continui avvicendamenti al timone del Taranto – oggi rappresentato da un azionista di maggioranza a cui il tribunale, per procedimenti che riguardano le sue aziende, ha posto sotto sequestro preventivo le quote societarie – hanno chiamato la Taras a reagire e a rispondere, sia in sede assembleare che pubblicamente. L’associazione è infatti socia al 7% del club e gode di diritti particolari, da statuto del Club, il cui valore va molto oltre la quota di capitale sociale posseduta. I tifosi hanno diritto di veto in merito a trasferimento della sede, liquidazione, scissione, conferimento o vendita dell’azienda sportiva, modifica dei colori e del marchio del club. In virtù di questa forza, sapendo quali sono le figure che ruotano nel mondo del calcio, la Taras è stata vista più come una minaccia che come una risorsa dagli azionisti di maggioranza. Salvo sporadiche situazioni, l’associazione non ha potuto mai portare le istanze dei tifosi nel club in maniera serena, divenendo un avamposto di resistenza ai tentativi di autodistruzione della società. Per fare alcuni esempi, la Taras ha impedito la cessione del club a diversi personaggi da black-list del calcio, oppure che venisse sostituito il marchio, scelto dai tifosi qualche anno fa, dall’attuale presidente contro la volontà dell’intera tifoseria, o ancora modifiche statutarie che ne avrebbero depotenziato il ruolo per consentire acrobazie contabili dall’esito scontato.

In questi otto anni l’associazione ha gestito il settore giovanile e la scuola calcio per diverse stagioni, ha espresso consiglieri di amministrazione in seno al club – può esprimerne sempre uno in base allo statuto, se in assemblea Soci si decide per il CdA in luogo di un amministratore unico – e ha promosso iniziative per la ricapitalizzazione. La lista delle attività svolte è ancora nutrita: il trust ha fornito prestazioni volontarie per l’organizzazione della campagna abbonamenti nel 2016; ha indetto e finanziato un contest aperto a designer di tutto il mondo per la creazione del logo, da far scegliere ai tifosi, che è tutt’ora del Taranto; ha promosso diverse iniziative benefiche, raccogliendo nel periodo del lockdown importanti cifre a supporto dei tarantini in difficoltà; ha portato in giro per l’Italia la cultura e le tradizioni sociali e sportive con il Taranto Day on Tour, per consentire ai numerosi tifosi fuori sede di ritrovarsi e sentirsi un po’ a casa, almeno per un weekend.

L’A.P.S. Taras continua ad andare controcorrente, alimentata dalla voglia dei tifosi di cambiare questo calcio. La crisi economica post-lockdown ha messo a nudo i problemi cronici di un sistema sulla via del collasso, soprattutto in terza e quarta serie. Questo scenario non può che accelerare un processo di cambiamento, della cui necessità sembrano finalmente convincersi anche i tifosi meno consapevoli. L’associazione di Taranto è impegnata a riunire le varie anime del tifo ionico per la stessa causa e, nel mentre, intrattiene solidi rapporti con le associazioni e le istituzioni culturali del territorio per tutto ciò che va oltre il calcio.”

L’associazione, che conta oltre 2000 associati e vari attivisti è auto-finanziata, democratica, inclusiva, schierata contro ogni forma di discriminazione e le sue attività sono in perfetta linea con il progetto politico-sportivo della nostra realtà.

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